Pubblicato in: Canina

L’invitante (!?) suono delle storie

Vivere con la Umi non è facile, non è facile non solo perché è troppo ingenua per questo mondo, ma anche perché è dotata di immaginazione e fantasia. Lei dice che rilegge il mio comportamento in chiave narrativa su questo blog, ma, credetemi, si prende un sacco di libertà! Non sarebbe nulla se lei non avesse deciso di vivere inventando storie (“Vivere” significa che le mie crocchette, le parcelle del veterinario e le mie lezioni di agility dipendono dalla sua fantasia.) Quando camminiamo immagina racconti brevi, mentre le sue gambe si muovono al ritmo delle mie zampe si racconta storie da sola. Le più belle le scrive e diventano romanzi: ne ha scritte tante e apre continuamente file sul pc con storie che un giorno scriverà. E poi legge ad alta voce, le piace molto. Potrebbe fare la Lettrice di mestiere, se esiOLYMPUS DIGITAL CAMERAstesse un lavoro come questo. Lei è convinta, inoltre, che quando si scrive una storia bisogna saperla ascoltare per primi e quindi legge ad alta voce per se stessa. Dice che le pagine devono avere musicalità e ritmo per diventare immagini e rilasciare emozioni. Volete sapere come funziona?

Le piace lavorare ai suoi romanzi quando è da sola in casa, meglio quando nello studio ci siamo io, il gatto Indiana e qualche volta anche il Rosso. La Umi si piazza davanti al pc e comincia a leggere…

 “Germana era una parrucchiera e lavorava nel suo salone, un negozio conosciuto e con una discreta clientela. Rimase incinta e lavorò fino al nono mese perché quella bimba nella pancia le sembrava di non averla. Quando partorì Leonina scrutò i suoi occhi grandi e il suo ciuffetto rosso con apprensione. Come ogni madre, Germana amò da subito la piccola, ma capì all’istante che le avrebbe procurato dei guai.”

Indiana si lascia andare al suono della voce narrante, si mette a pancia e testa in su e poi incrocia le zampe sul muso in modo da foderare bene le orecchie. Io mi piazzo sotto la scrivania: muso a terra e occhi aperti, resisto, lo faccio per lei (magari poi mi chiede di ripetere)…

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“Leonina divenne una bambina silenziosa e solitaria alla quale piaceva gironzolare tra le poltrone per il taglio e i caschi asciugacapelli. Un giorno, scoperta una testa di manichino con la capigliatura, si mise subito all’opera con pettine e spazzola e poi appena le lasciarono tra le mani una forbice, Leonina prese a tagliar capelli. Non che ci fosse nulla di strano, pensava la madre: in casa di fornai s’impara a far pane; in casa di parrucchieri s’impara a tagliar capelli.”

Il Rosso si allunga sopra la scrivania, lui non  chiude le orecchie, tanto non capisce una parola: è uno di quei pochi gatti con il QI bassissimo, la coda troppo lunga, le zampe da coniglio e la stazza da manzo in miniatura.

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“Ma a dir il vero, qualcosa di strano c’era e Germana lo sapeva. Quella figliola non alzava mai gli occhi sulle mani della madre, mentre questa esercitava il suo mestiere. Mai sfogliava riviste o ascoltava quello che la parrucchiera insegnava alle apprendiste. Leonina seguiva un percorso tutto suo mentre tagliava e i guai presero forma quando la bimba, in età scolare, cominciò a far pratica sulle compagne di classe… .”

I miei occhi si chiudono ma li riapro, appoggio il muso accanto alla cesta che sta sotto la scrivania. Una cesta piena di manoscritti e carta stampata, una cesta di storie, parole, inchiostro, pagine. Il suono della voce della Umi si fa dolce, lei è tutta presa dalla narrazione e racconta a un pubblico che non esiste. I personaggi fluttuano nell’aria e Leonina mi accarezza la testa e mi gratta sotto le orecchie. Lascio fare, è bello starsene qua insieme a Germana e sua figlia, sono certo che con loro, da qualche parte nella storia, viva anche un cane. Chiudo gli occhi solo un momento, no, non mi sto addormentando… o forse sì? E sia: alla prossima puntata!

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Autore:

Autrice di narrativa per ragazzi. http://www.icwa.it/profili/facchini-giuliana http: //www.facebook.com/pages/Giuliana-Facchini/10647355940250 http://giulianafacchini.wix.com/giuli

4 pensieri riguardo “L’invitante (!?) suono delle storie

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