Pubblicato in: Storie tra parentesi

Le chiome di Leonina (una pagina)

LE CHIOME DI LEONINA 

(Per leggere l’inizio della storia cliccare qui: Prime righe )

La maggior parte di loro si rifiutava di legare con quella strana bambina un po’ sfuggente, un po’ammaliatrice, ma qualcuna cadde sotto le sue forbici. Una di queste dai capelli scuri e lisci aIMG_7263ccettò un taglio a scalini, non facile, che impegnò Leonina tutto un pomeriggio.

Quando la madre della bambina andò a recuperare la figlia a casa di Germana, si trovò davanti una testolina un po’ geisha, un po’ egizia e un po’ triangolo scaleno.  La donna fece un putiferio da svegliare i morti e vietò per sempre la casa o il salone di Germana. Simile sorte toccò al figlio della vicina di casa che, portando i capelli già corti, se li ritrovò rasati con solo una girandola decorativa sulla cima e due “alette” sulle orecchie.

Germana fece sparire dalle mani di Leonina forbici e rasoi in casa e in bottega. Cominciò a far lezione alla figlia che s’impegnò diligentemente, ma quando si trattò di mettere in pratica questa o quella pettinatura, si rivelò goffa e impacciata. Ormai giunta ai tredici anni Leonina vagava tra la scuola, dove si addormentava sul banco, faceva le operazioni sul quaderno a righe e i temi su quello a quadretti, e il salone di bellezza: tra parrucche bionde, brune o rosse. Più cresceva e più era stonata rispetto al mondo che la circondava.

Un giorno le fu finalmente concessa l’asciugatura di un taglio a caschetto perché il salone era affollato. Leonina scansò il phon e si mise ad annusare le creme per capelli dei vasetti appoggiati sulle mensole del negozio. Ne scelse una e sotto gli occhi sempre vigili della signora Germana, ne raccolse una piccola quantità tra le dita e la scaldò fregandosi i palmi. Prese a massaggiare i capelli color castagna di una ragazza e sotto le lampade calde: lisciò, stropicciò e scrollò quella testa fino a che la capigliatura prese vita. Ogni ciocca trovò la sua posizione naturale, ogni punta segnò il proprio nord e ricci e onde si modellarono con garbo fino a ravvivare il visetto scarno. Nonostante Germana non riuscisse a sentirsi tranquilla la cliente pagò soddisfatta e se ne andò. Leonina sorrise distratta e posò le mani sulla chioma bionda fluente di una donna che cominciò a chiacchierare. Raccontava di un amore infelice e della solitudine e del gatto con cui divideva il letto. Germana, lì accanto, tagliava e tagliava, figurandosi di perder clienti e clienti, mentre tutto quel blaterare si mescolava alla musica della radio e al rumore dei phon. Più quella si accorava a raccontare e più Leonina infilava le dita lunghe tra i fili d’oro e le ciocche e, con gli unguenti della madre sulle mani, massaggiava e accarezzava i capelli. Se uno ha in mente la grazia di una ballerina classica, può figurarsi quel balletto in punta di dita. Alla fine la capigliatura fu scrollata con i polpastrelli che accarezzavano la cute e prese forma. La donna si alzò soddisfatta, ma Leonina alla domanda di quanto le dovesse, rispose di prendere l’autobus. S’intromise Germana che non dimenticava gli affari perché si doveva pur pagare l’affitto alla fine del mese. La cliente saldò, ma prese anche l’autobus per tornare a casa e conobbe l’autista, un tale appena abbandonato dalla compagna d’una vita, con cui, due anni dopo, sarebbe convolata a giuste e felici nozze.

A Leonina furono nuovamente concesse le forbici e prese a tagliar capelli solo a ragazze “disponibili alle novità”, come avvisava Germana, proteggendo il buon nome del negozio.

Fu la volta di una ventenne tormentata da una scelta difficile. I genitori la torturavano perché continuasse gli studi, il fidanzato voleva sposarla subito e lei, per non sentire nessuno, faceva cruciverba e risolveva rebus. La ragazza snocciolò la questione che la esasperava quasi in preda a un collasso nervoso. Leonina le scorciò i capelli neri fino a farne una nuvoletta vaporosa intorno al viso pallido. Indice, pollice e medio affondarono nel crine sottile e poi si ritrassero e lasciarono spazio alla forbice che prese a recidere invisibili punte in una coreografia da tip-tap.

La ragazza, infine, si alzò dalla poltrona e gettò nella pattumiera le riviste d’enigmistica. Quando andò da Leonina, già posizionata dietro a un’altra cliente, per ringraziarla, quella in risposta le chiese se quel giornIMG_7264o fosse già passata in chiesa. La studentessa indecisa si fece suora e con gli anni fondò un nuovo ordine religioso.

Leonina fissò il volto riflesso nello specchio della cliente: allungò le ciocche, scompigliò la chioma, infilò le dita dalle unghie perlacee tra i capelli color cenere e poi colpetti di forbice, come bisturi di chirurgo, rimossero esuberi e millimetri di capelli. Dopo di quella toccò a un’altra donna.

Fu una folata d’aria diffondere quel che accadeva nel salone di bellezza all’angolo e un tutt’uno ritrovarsi la coda fuori del negozio per tagliarsi i capelli da Leonina.

Continua… clicca qui: come va a finire

Autore:

Autrice di narrativa per ragazzi. http://www.icwa.it/profili/facchini-giuliana http: //www.facebook.com/pages/Giuliana-Facchini/10647355940250 http://giulianafacchini.wix.com/giuli

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