Pubblicato in: Avvertenze ed effetti collaterali, Fiutando Libri!

Gruppi di Lettura e possibilità

Quest’anno non è stato facile, ma forse lo dico tutte le volte.

Ho coordinato quattro gruppi di lettura di cui solo uno nella biblioteca di Rosà è andato benissimo fin dall’inizio. Una decina di lettrici aperte, acute, solari e una bibliotecaria molto motivata. Incontro finale online delicato e intenso con Laura Bonalumi sui romanzi: Due minuti di felicità, Bianco, Holden (grazie!).


In una scuola superiore (incontro pomeridiano con crediti) siamo partiti tardi e faticosamente ma abbiamo chiuso con tredici lettori: il primo romanzo è stato difficile ma l’ultimo l’ho letto in due giorni e non mi è dispiaciuto farlo. Insomma una scoperta, la scoperta che leggere può essere fattibile e piacevole. La professoressa ed io non avremmo chiesto di più.


Con LR e il gdl Teen della biblioteca civica di Verona, tutto si è mosso lentamente, alcune fedelissime e altre presenze sporadiche, altalenanti, poi i gruppi hanno trovato la propria dimensione, come per magia.

Ogni volta che succede provo un senso piacevole di meraviglia.

Il lavoro, l’insistere, il non mollare ha pagato e abbiamo finito con l’incontro in biblioteca (foto) con Manuela Salvi e i gruppi quasi al completo. Due momenti di discussione collettiva sul tema “Amori, corpi e caos” dei suoi romanzi: Kiss me, Cris, Party girl, E sarà bello morire insieme, poi le domande e quindi un evento divertente, chi conosce Manuela sa com’è, ma di grande spessore. Quello che non si aspettavano ma che cambia le cose.


Conosci i ragazzi e le ragazze dei gdl e l’autrice e sai che può funzionare metterli in relazione. Ha funzionato, tutti abbiamo fatto un passo avanti come lettori e come persone, anche chi è venuto, adulti compresi, solo ad ascoltare.

Prossima tappa al Festival della Letteratura di Mantova.

Ecco, io credo in questo, nel dare ai ragazzi e alle ragazze e ai romanzi delle possibilità; quando funziona si creano lettori e lettrici. Non persone che leggono giorno e notte, ma che sanno come il piacere di leggere possa portare altrove e oltre. Questa è la mia idea di gdl, creare possibilità.

Sul blog di Leggere Ribelle foto e domande dell’evento. Grazie a chi mi è stato compagno o compagna con fiducia. Paolo, Martina, Anna, Irene, Giuliana, Mirka. Grazie a Manuela che si è sciroppata 500 chilometri in macchina (nonostante tutto sia stato organizzato a dovere, sono tanti)!

Per chi non lo conoscesse già, la mia esperienza con i gruppi di lettura è raccontata in Leggere Teen pubblicato da Camelozampa.

I miei progetti

Per info: giulianafacchini.autrice@gmail.com

Pubblicato in: Avvertenze ed effetti collaterali

gdl – farci sentire lì mentre siamo qui

Non hanno visto dove vivi. Non sanno niente di aggressioni, arresti, comparizioni davanti al tribunale dei minori e libri nascosti sotto il materasso. Non hanno ma visto le tue lacrime, nessuno le ha viste. Non sanno niente.

La loro ignoranza è la tua rete di sicurezza. E perfetto. Puoi stare in questo posto né più né meno di chiunque altro. Non lasciare che ti facciano sentire inadeguato. Questo è il momento per aprirsi ed essere diverso. E allora vai, porta il tuo culo là dentro e fai la differenza.

Rispondo a Denise. Ok. A + tardi.

A testa bassa, con le mani in tasca, cammino verso Queen Street per prendere il treno. Non so perché mi sono fatto coinvolgere in questa storia dei poetry slam, probabilmente ero solo curioso. In cerca di una valvola di sfogo, di qualcosa che profumi di libertà. Libertà da cosa? Come fai a liberare il cervello?

Prima di avviarmi verso la stazione di Queen Street butto furtivamente Slam Them to the Ground in un lurido cestino della spazzatura. Il libro atterra sul fondo con un rumore secco. Ecco, bravo, ritorna nella tua città con la coda tra le gambe.” Rime contro, B. Conaghan, Giralangolo ed.

Ieri era il giorno di LR. Ieri ho seguito una conferenza e un relatore dopo aver salutato – tutte e tutti – ha parlato di parecchi pittori contemporanei ma ha nominato solo tre donne. Questo fatto mi ha gettato addosso parecchia inquietudine, avrei voluto farlo presente, ma non ce n’è stata l’opportunità. Mi sono portata dentro il fastidio, reprimendolo. Succede. Quindi a LR ho raccontato cosa mi era accaduto, ho letto il brano citato sopra che in qualche modo avevo sentito mio e ne abbiamo parlato a lungo, ognuno ha condiviso esperienze e pensieri.

Vita e buoni romanzi, spazi da aprire, mettere me per prima allo scoperto, farlo consapevolmente. Cosa possiamo avere in comune io e i LR (dolcissimi e bellissimi) con un ragazzo vestito da rap, che vive in una degradata periferia scozzese? A cosa servono le storie e i gdl se non a questo? A farci sentire lì mentre siamo qui.

C’è un cambio generazionale in LR e si ricomincia a costruire. Ieri è stato bello. Atmosfera grigia e poi abbiamo preso colore.

#Leggereteen

Però.

Le cose cambiano, mi dispiace, non mi piace. Leggo per LR per portare in biblioteca buoni romanzi di letteratura giovanile da proporre e fatico. Cerco storie per quattordicenni e oltre e non le trovo. Certo, un buon romanzo d’avventura per ragazzi si legge a ogni età e ce ne sono di belli, ma non è ciò che cerco. Ciò che i e le Leggere Ribelle si aspettano da me.

Le scelte editoriali cadono su target più bassi che entrano nella scuola secondaria di primo grado e il resto è tutto romance. Si pubblica quello che vende, si scrive quello che vende. Giusto o meno è così.

Al Festival Letteratura di Mantova, un osservatorio fondamentale, gli incontri per gli adolescenti hanno puntato su storie con personaggi adolescenti pubblicate in collane per adulti. A me la scelta non ha convinto. Il passo è diverso. In fondo sono solo etichette? Non lo so.

Ricordo il viso di una LR senior dopo aver letto Quando eravamo in tre di Chambers ( un vero spartiacque per me) il suo ingoiare emozioni, il suo essere andata in gita oltre i suoi limiti.

Quello che la letteratura fa se è letteratura.

È quel sapore che cerco per il gdl e che è sempre più difficile trovare. Vorrei che non fosse così, vorrei che non si abbandonasse il campo, che non si spegnesse la lotta per portare buone storie a quei lettori che non leggono, che non fosse tolta loro l’opportunità di provarci davvero.

Tanto fanno le storie.

Ho letto da qualche parte che viviamo in un mondo ormai semplificato dove tutto deve essere facile. Invece l’adolescenza è il luogo della complessità, non reggere questa sfida significa perdere pezzi, perdere teste e cuori. Facciamo bene per i giovanissimi, bene per gli adulti e questi li abbandoniamo?