Incontro con l’autrice? Io la penso così!

Incontro con l’autrice?

Sono disponibile a incontrare gli studenti che hanno letto i miei libri (Incontro con l’autrice), per presentare uno dei miei libri (Invito alla lettura) o per raccontare la passione per i libri e il loro valore (Educazione alla lettura) nelle scuole, nelle librerie o nelle biblioteche.

Contattatemi: giulianafacchini.autrice@gmail.com

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Io la penso così…

La locandina che vedete sotto (giù giù) è il mio incontro ideale con l’autrice. Ma possiamo adattare l’incontro a esigenze e situazioni diverse. Parliamone!

Mi piace che il percorso per arrivare all’incontro con me, parta con un momento di scambio e confronto con le o gli insegnanti, bibliotecarie, libraie…

Perché? Ci sono dei punti fermi nel mio modo di lavorare e di vivere il mondo della scrittura e della lettura che sento coerenti in maniera imprescindibile con l’obiettivo che si pone un progetto lettura.

Cos’è esattamente un Progetto lettura? A cosa serve? A far leggere i ragazzi?

Sì, anche, se sono già lettori, ma andrei oltre. Un progetto lettura deve far sperimentare ai ragazzi la lettura  come abilità gratificante che può regalare emozioni, al pari della musica, i film, le serie tv (e le le creazioni artistiche in generale).

Un progetto lettura è un percorso sperimentale per arrivare a scoprire il valore della lettura e acquisirne l’abilità.

Un progetto lettura deve creare nuovi giovani lettori o far evolvere i lettori deboli in lettori forti.

Un progetto lettura non insegna storia, scienze, matematica, etc; i romanzi raccontano storie, le storie possono avere competenze trasversali oppure no.

E il mio primo punto fermo si riassume così:  è molto più importante il libro dell’autore. Non dovrebbe mai essere il contrario. L’autore (o l’autrice) può essere carismatico e divertire o incantare i lettori, ma non potrà mai sostituire un libro buono, forse uno pessimo, ma non uno davvero buono. 

Se crediamo che la lettura sia un valore e vogliamo passare questo valore agli studenti, ai figli, agli amici sono i buoni libri che dobbiamo cercare. 

Per creare giovani lettori ci vogliono libri buoni e non autori simpatici.

(Comunque io so essere simpatica! …quasi sempre almeno! )

Se io fossi un’insegnante chiederei alla Scuola di creare una biblioteca di classe aggiornata ogni anno, invece di sostenere una spesa, a volte anche notevole, per invitare un autore e farlo incontrare agli studenti. Per quello esistono i Festival letterari.

(Per scegliere i libri della biblioteca di classe però bisogna chiedere aiuto a librai o bibliotecari specializzati. Si pubblicano tantissimi libri per ragazzi ogni anno. Oppure bisogna essere dei lettori forti. I buoni libri per ragazzi –dicitura utile solo per la collocazione in libreria o in biblioteca- piacciono anche agli adulti. Nessun dubbio: se annoiano noi, annoiano anche i ragazzi).

Una volta i libri erano un modo facile per evadere dalla realtà, oggi non è più così. Ci emozionano film, musica, videogiochi, immagini. Tutti abbiamo bisogno di emozioni, ma  è facile scansare i libri. Richiedono tempo, buona concentrazione, abilità.

Una buona letteratura contemporanea può farci riscoprire e può far riscoprire ai giovani il piacere della lettura. Ed esiste buona letteratura contemporanea per bambini, ragazzi e giovani adulti. 

Una volta che si è scoperta la passione per la lettura e si è conquistata l’abilità di leggere, allora ognuno saprà cercare i propri libri da amare e anche innamorarsi dei romanzi classici che costituiscono il patrimonio della nostra umanità.

Perché quindi mi piace partire dagli insegnanti e dalle insegnanti quando mi propongono un progetto di lettura per la scuola?

Perché io per prima metto in gioco me stessa. La mia passione per le storie, le buone storie. Sono una lettrice oltre che una scrittrice. Provo a raccontarmi, come sto facendo adesso, e a spiegare perché scrivo e cosa per me è importante trovare nei libri.

Ma non sono una formatrice, metto solo in gioco me stessa. Punto.

Chiunque mi ascolta parlare ed esporre  le mie idee riguardo alla lettura, può essere in sintonia con me oppure no. Se lo è, cominceremo insieme a cercare un mio libro da proporre agli studenti. Quale?

I buoni libri non devono avere una data di scadenza.

Quale, dunque? Quello che conquista l’insegnante, che pensa possa piacere o stimolare la sua classe. Lei (o lui) in mia vece darà in mano il libro ai ragazzi e alle ragazze dopo averlo letto…  perché non si può pensare di creare lettori se non si è un lettore, giusto?

Come possiamo passare una conoscenza se non la possediamo?

E il nostro diventa un passaggio di consegne e di entusiasmo.

Altro punto fermo: io non insegno nulla.

Non è il mio mestiere, io da grande voglio fare la romanziera. E basta. I miei libri non insegnano nulla, meglio insegnano come tutti i buoni (almeno spero) libri, ma cosa insegnano io non posso saperlo neanche se li ho scritti.

I libri sono dei lettori.

Mi spiego. Ogni lettore leggerà con la propria testa e il proprio cuore una storia e solo lui la leggerà così, chiunque altro la leggerà in modo differente. Credo che, addirittura, ognuno legga soprattutto quello che ha bisogno di leggere in un libro.

Ancora un punto fermo: se non chiediamo di comprare il libro, non crediamo davvero nel suo valore. Ci contraddiciamo. Non possiamo dire: dovete amare la lettura ma potete anche non comprare un libro!

(I ragazzi sanno che l’adulto non nega la ricarica del cellulare perché rappresenta  un modo per essere sempre in contatto con lui, ma se il libro non dobbiamo comprarlo chiunque è autorizzato a pensare che valga meno della ricarica del cellulare e che leggere è come fare i compiti o essere educati: una noia pazzesca!)

Ultima tappa: l’incontro con gli studenti; d’accordo, ci sono, se servo arrivo! E chiacchiereremo, ascolterò le loro voci, ci scambieremo opinioni, risponderò alle curiosità. Io sono il secondo dvd, sapete quello che spiega il dietro le quinte del film o le scene tagliate? Ecco, quello!

Io credo che  solo con un percorso come questo potremo dire che ce l’abbiamo messa tutta per passare ai ragazzi un valore con coerenza e onestà intellettuale. Perché questo dobbiamo loro. Almeno se ancora crediamo in loro.

Con questi presupposti, secondo me, l’incontro con l’autrice è ogni volta una meravigliosa scoperta e non esisterà un’emozione, una lettura o una domanda sbagliata degli studenti. E ogni volta sarà diverso.

Se se siete arrivati a leggermi fino qui, non avete smesso prima e avete ancora voglia di lavorare con me: scrivetemi!

La vostra autrice

P.S.  Per evitare malintesi, sappiate che questo è il mio unico lavoro. Faccio un lavoro creativo come è scrivere romanzi e dopo anni di esperienza posso anche raccontare il piacere della lettura ai ragazzi, ma anch’io devo pagare le bollette. Se non mi posso mantenere, non posso continuare a scrivere.

Adesso vi siete offesi? Non sono più così virtuosa? Voi il corso di scrittura creativa lo fate per hobby!

E i musicisti? Gli scultori? I cineasti? I pittori? …e i poeti?

Possiamo veramente vivere senza la magia delle storie e delle parole, della musica, dell’immagine bi/tridimensionale? Se lo credete, ovviamente, io non faccio per voi.

Scrivere una buona storia necessita di parecchio tempo, concentrazione, creatività; come  anche andare nelle scuole e leggere per organizzare gruppi di lettura tra gli adolescenti. Scrivere romanzi è un mestiere: un mestiere creativo.

Non voglio diventare ricca come l’autrice di Harry Potter, ma vivere di scrittura dignitosamente, sì. Lo voglio. E per questa dignità che lotto ogni giorno contro idee sbagliate e superficiali e anche perché credo che oggi, soprattutto oggi, proporre una buona letteratura contemporanea ai ragazzi sia passare loro capacità critica e pensiero individuale. Ne hanno bisogno, ne abbiamo bisogno. E la mia esperienza nel campo della lettura e della scrittura ha un suo valore.

Leggiamo un romanzo, viviamo un’altra vita: avventurosa, bella, dolorosa, terribile, esaltante. Chiudiamo il libro: non era vita vera anche se l’abbiamo provata sulla nostra pelle.  Eppure qualcosa in noi è cambiato. Cosa? Lo scopriremo vivendo.

P.S.

Stavolta ho proprio finito! …però potete leggere: Libri come Polli su questo stesso blog!

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