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Giuli&Brik

Pubblicato in: Fiutando Libri!

Se la tua colpa è di essere bella, lettura critica di Alessandra Starace

In un mondo che va sempre più di corsa, dove ogni evento e pensiero godono di una vita e un’attenzione momentanea, dove le riflessioni prendono corpo e si condividono nello spazio di un post di poche righe su Facebook, il libro di Giuliana Facchini “Se la tua colpa è di essere bella” edito nella collana UP di Feltrinelli, invita il lettore a fermarsi, a guardare agli eventi in modo meno superficiale.
La lettura di questo libro grazie alla possibilità di esplorazione dei vissuti esponenziali da molto vicino offe la possibilità di potenziare la consapevolezza emotiva e trasformare e ampliare la prospettiva dello sguardo, costituendo un’occasione di cambiamento e crescita personale.

Se il titolo e la quarta di copertina non lasciano molti segreti sul tema portante della storia, “il tentativo di violenza su una studentessa, durante una festa di compleanno, e sulle reazioni della gente all’indomani del fatto”, leggendo il libro si scopre, in realtà, che quell’evento costituisce solo il filo conduttore per accompagnare il lettore attraverso la vita che emerge dalle pagine, e che può e dovrebbe essere vissuta in modo meno superficiale.

Il tema che a mio avviso emerge con più forza, in questo libro, e che l’autrice ha saputo evidenziare con abilità, è quello della MODALITÀ DELLA CURA.
Vi spiego meglio e per farlo credo utile ricorrere al pensiero del filosofo
Heidegger così come è esposto nel saggio “Essere e tempo”, ( ed. it. a cura di F. Volpi sulla versione di P. Chiodi, Milano, Longanesi, 2006).
Heidegger ha individuato nella Cura, la modalità fondamentale del soggetto umano nel suo essere nel mondo, e ha evidenziato una sostanziale differenza tra il “PRENDERSI CURA INCURANTE” che definisce i rapporti degli uomini con le cose ed è caratterizzato dall’indifferenza, dall”utilizzabilità e dall’afferrabilità e la CURA rivolta ai “SOGGETTI UMANI”, intesa come un “AVER A CUORE” i soggetti con cui si entra in relazione.

Se nei rapporti umani non nasce questa seconda modalità di cura lo sapete cosa può accadere?

Può prevalere l’incuranza, e anche le persone si trasformano in cose cose che si possono usare strumentalizzandole o restando indifferenti.

L’EDUCAZIONE ALLA CURA E ALLA DEDIZIONE PER GLI ALTRI andrebbe sempre coltivata.

Se è vero che un educazione emotiva è sempre più necessaria e urgente, incoraggiare la tenerezza verso coloro che hanno bisogno di essere accuditi perché più indifesi, fragili o con disabilità, è benefico e auspicabile e per lo sviluppo emotivo.
E soprattutto, sviluppare e coltivare il sentimento della tenerezza può essere utile a contrastare l’attuale prevalere di modelli arroganti, competitivi e sprezzanti verso i più deboli.

Nella storia che racconta Giuliana la cura e la tenerezza permeano tutte le relazioni che coinvolgono i protagonisti del libri, per prima quella tra madre e figlio, un nucleo che costituisce il primo luogo di apprendimento dei sentimenti, poi tra gli amici, sia della stesso sesso che di sesso opposto, tra fratelli di diversa età, tra nipoti e nonni, tra persone che neanche si conoscono, e tra uomini e animali. “Un piatto ricolmo di pasta condita con pomodoro, besciamella e mozzarella” preparato prima, per il figlio, da una madre che lavora, una porta tenuta aperta sorridendo, una poesia, un complimento, un fiore tra i capelli, un bacio sulla guancia, tanti sono gli indizi disseminati nel libro sulla tenerezza e la cura. Perfino nel descrivere la relazione tra Cate, la madre del protagonista, e Sorbetto, il suo gatto, Giuliana, con un’arte sottile e in modo sensorialmente percettibile, mette in luce questa modalità di cura.
Le crudeltà gratuite di cui la cronaca ci dà notizia quotidianamente è il risultato di un odio che viene riversato verso i più deboli in un crescente panorama di cinismo e indifferenza.
Se la modalità di cura affiora in ogni relazione e viene sottolineata in molti episodi, vedi per esempio la giornata che gli studenti passano in ospedale insieme ai bambini malati, tanto per citare uno degli esempi più evidenti, anche l’incuranza viene descritta e portata alla luce.
Primo fra tutti il tentativo di stupro verso una ragazza, ridotta a oggetto di desiderio, A UNA COSA BELLA DA USARE a proprio piacimento.
Una cosa che diventa una notizia da strumentalizzare, e qui ancora una gran prova di sensibilità e gusto dell’autrice, che a costo di non far scalpore, si dissocia da chi preferisce descrizioni crude e sensazionali, evitando descrizioni scandalistiche, limitandosi a raccontare l’accaduto senza fornire dettagli inutili.
Ma se si può mancare di cura per analfabetizzazione emotiva, può succedere anche per la fretta, la distrazione, la superficialità.
Alla mancanza dell’intelligenza del cuore, della propensione alla cura, l’educazione attraverso la parola scritta, può essere di aiuto.
La storia diventa terapeutica e benefica, aiuta le persone, e in questo caso i giovani, a comprendere meglio che non basta vivere uno accanto all’altro ma si dovrebbe stare uno con l’altro, rendendo possibile un’educazione che custodisce la dignità dell’esistenza umana.
Vivere in un ambiente dove la CURA e la TENEREZZA sono alla base delle relazioni, permette agli individui di crescere con maggiore autostima e fiducia, di sviluppare la propria personalità e un carattere forte, capace di pensare con la propria testa e fare delle scelte con il coraggio necessario.

Giuliana ha fiducia nei giovani, perché li conosce, li frequenta, ma sa bene che non esiste un libretto di istruzioni da consegnare loro, si dimostra, però, capace di offrire un orientamento verso la consapevolezza ‘intelligenza emotiva, attraverso la sua arte narrativa.
Di cosa parla il libro?
A voi scoprirlo! Ho rivelato fin troppo.
Bello l’espediente narrativo d’inserire delle poesie all’interno del testo che scopro essere opera di Roberta Lipparini.
Un ulteriore stimolo per i ragazzi a usare mezzi meno consueti per esprimersi e comunicare, con CURA e nella CURA.
Quella stessa CURA e DELICATEZZA che l’illustrazione di copertina di Alessandro Baronciani ci restituisce prima e dopo la lettura, per appuntarcelo sul cuore.
UP!

Buona lettura, Alessandra

 

Alessandra Starace – Libraia e promotrice della lettura, biblioterapista , fondatrice di Tata Libro, blog dedicato alla letteratura per bambini e ragazzi. Ideatrice dei SEMInari, tavole rotonde per approfondire tematiche relative alla letteratura per l’infanzia.

 

 

* Questo blog è un mio diario, anche se in realtà è intitolato al mio cane Brik. È un album dove mi piace raccogliere foto, appunti, ricordi e bei momenti della mia vita professionale e non. Questa lettura critica del mio  romanzo Se la tua colpa è di essere bella scritta con cura all’indomani dell’uscita, mi è molto cara perché mi racconta intimamente e per questo volevo che figurasse qui.

Grazie Alessandra per quello che fai e per la persona che sei.

Giuliana

Pubblicato in: Come nascono le storie

Se la tua colpa è di essere bella

Leggo i tuoi romanzi e ti dirò chi sei. No, non è così. Almeno non sempre. Per me sì, però, è vero.

Foto artistica dell’autrice, di Ste. (Mancano solo il cappello per le offerte e il cane perché sia fedele all’originale 😉 )

La voce di un autore è il suo libro. Non tutti gli autori riescono ad avere dei bei momenti d’incontro con i lettori. Sono scrittori, mica oratori. Per me l’Incontro con l’autore  nelle scuole, librerie o biblioteche è un momento importante di dialogo con i giovani lettori. Eppure a volte non sono riuscita a regalare agli studenti la parte migliore di me . Però so di averlo fatto nei miei libri sempre e onestamente.

Se non è solo mestiere parlare con i ragazzi, ma anche passione per i libri e per le storie, non può andare sempre alla stessa maniera.

Strano? Le emozioni non sono una scienza esatta!

E ancora: una storia nasce spontaneamente e certamente fissa nel tempo un pezzo di me. Scrittura e vita si mescolano, eppure non c’è nulla di autobiografico.

Ancora più strano?

Mi ritrovo ad ascoltare, emozionata, io per prima quella storia che arriva chissà da dove e che mi racconto da sola. Scriverla, per me, significa prenderne le distanze per provare a regalarla al lettore. Più facile a farsi che a dirsi. Infatti il difficile non è scrivere ma disciplinare quello che ho scritto. Trovare un senso, una direzione, un perché vale la pena condividerlo con i lettori. Insomma capire se è davvero una buona storia quella che ho scritto.

Il protagonista di Se la tua colpa è di essere bella è Valerio, un ragazzo di 16 anni. Pensa in prima persona, nel presente e scrive poesie d’amore (il titolo del libro è il titolo di una sua poesia). Nessuno potrebbe essere più diverso da me.

Parte di questa storia nasce dopo molti Incontri con l’autore per un libro: Chiamarlo amore non si può, una raccolta di racconti di cui uno mio. L’argomento è: la violenza sulle donne. Gli studenti quando sono invitata in una scuola si aspettano che faccia loro il predicozzo preparato per l’occasione a corredo del libro e cercano di non farsi coinvolgere in diretta. Lavorano a lungo dietro le quinte sul tema, con campagne pubblicitarie, video, cartelloni, ma in quel momento spesso tacciono. E taccio anch’io che i predicozzi non li faccio, preferisco leggere ad alta voce i racconti.

Eppure le mezze domande, i silenzi, le risatine, i cellulari smanettati di nascosto parlano. Gli occhi attenti parlano e io so ascoltare. In questo libro ci sono anche quei pensieri captati e a volte espressi timidamente a metà. Quegli accenni sinceri di discussione che escono dalle righe, che fanno la spia.

Sanno pensare i nostri ragazzi e assorbono la potenza costruttiva delle buone storie. Niente prediche ma romanzi, storie narrate in cui trovare spazio per poter pensare. Leggere lascia il tempo per pensare e immaginare. Quasi lo impone.

La mia necessità era far parlare Valerio. Pur essendo io lontanissima da Valerio, lo conosco bene. Perché è diverso da me posso raccontarlo onestamente, senza confondermi con lui. Anche Lavinia, se sono riuscita a farla vivere tra le pagine di questo mio romanzo, ha una bella voce, chiara, importante. Ne ho incontrate di Lavinia! E infine Carlos, forse quello più difficile, dall’animo complicato perché sono quasi certa incarni un bisogno segreto e innato e spesso negato di ogni adolescente: quello di avere degli ideali. Molto difficile.

«Lavinia è alta quasi quanto me. Ha i capelli lunghi, tra i quali spunta sempre qualche fiore vistoso».

Come sempre nei miei libri non c’è un tema solo, se per forza, per necessità editoriali, dobbiamo trovarlo il tema del romanzo. In realtà la storia di questo poetic guy  ruota attorno alla parola ingenuità riportata dalla curatrice anche in quarta di copertina (e di cui tacceranno sicuramente l’autrice). Ingenuità = Quello che fanno di buono i ragazzi lo fanno perché non ancora provati dalla durezza della vita. E noi adulti spesso ce ne stiamo arroccati dietro la paura che la loro ingenuità valga più delle nostre tremolanti convinzioni. La loro ingenuità può costruire un mondo migliore di quello che hanno trovato. È una legge di natura. Questo è il pensiero di fondo attorno al quale è nato il libro.  Un pensiero sempre fuori moda. I giovani d’oggi, quelli che si citano con tono critico e scuotendo il capo, ci sono sempre stati anche se a ogni generazione piace credere il contrario. #nonsolobulli #giovanimpegnati #braviragazzi #ragazzicheleggono

Questa mio romanzo è un’avventura lieve e impalpabile che si srotola tra le pagine come l’imprevedibilità della vita, tra durezza e dolcezza imperfette, fresca e delicata perché racconta la vita di tre adolescenti. Anime e corpi giovani, pronti ad affrontare il futuro con coraggio, arrogandosi il diritto di esserci e di avere una voce. Per fortuna.

Le poesie di Valerio sono scritte da Roberta Lipparini, alla quale va la mia affettuosa amicizia, la mia eterna gratitudine e la mia grande ammirazione. Grazie Roby.

Bugi e Roberta (Roberta è quella a destra nella foto 🙂 )

Se la tua colpa è di essere bella (cliccate sul titolo per leggere le specifiche del libro sul sito dell’Editore Feltrinelli) lo trovate dal 10 maggio 2018 nelle vostre librerie di fiducia, a La Feltrinelli o negli store online, in cartaceo o in e-book.

(Ricordate che sostenere con gli acquisti una Libreria Indipendente è come sostenere una preziosa specie in via d’estinzione. Evviva il World WildBook Found!)

Grazie per essere arrivati fin qui!

Buona lettura e fatemi sapere… per voi lettori ci sono sempre!

Sono qui 😉