Pubblicato in: Avvertenze ed effetti collaterali, Fiutando Libri!

Il sesso nei libri per ragazze e ragazzi? Niente sesso, non leggiamo

Poiché ieri mi sono trovata ancora a leggere del perché il sesso sia il grande escluso della letteratura per ragazzi contemporanea e italiana, voglio dire la mia. Aggiungere un punto di vista.

Premetto che le osservazioni latte, cui hanno dato il via persone delle quali ho molta stima, sono interessanti e stimolanti, ma mi sento chiamata in causa come autrice.

Suddividerei i romanzi per ragazzi nostrani in tre macro categorie. Quella che potremmo chiamare di divulgazione culturale, che prende per mano il lettore e lo aiuta a orientarsi nei conflitti sociali odierni e del passato, a osservarsi e comprendersi attraverso una buona narrazione; quella dove la narrazione arriva dalla fabbrica delle storie, dove è interiorizzato e fatto proprio Il viaggio dell’eroe, dove la penna sapiente dello scrittore o della scrittrice avvince il lettore e lo porta in mondi e viaggi lontani; infine quella dei romanzi “indipendenti” in continua ricerca dell’originalità del plot e dell’eccesso creativo.

Ci sono scrittori che sanno muoversi in una sola categoria, altri che spaziano. Le buone penne si riconoscono comunque.

Adesso arrivo al punto.

In Italia non ci sono lettori. In altri paesi i giovani entrano in libreria e in biblioteca e cercano buone storie da leggere? Da noi, no. O sono così pochi da essere irrilevanti ai fini del mio ragionamento.

Da noi i romanzi che i ragazzi leggono, li scelgono gli insegnanti e i genitori.

I romanzi appartenenti alla prima categoria vivono nelle scuole, supportano la lettura nelle scuole, elementari e medie, e per loro natura indicano la via ma approfondiscono le tematiche richieste. Nei secondi il sesso non interessa né il lettore né lo scrittore, cercano entrambi altro; la terza, in un popolo di non lettori, non ha nemmeno ragione di esistere, ma potrebbe e dovrebbe raccontare la sessualità a buon diritto se vuole creare personaggi vivi e veri.

Non si parla di sesso nei romanzi per ragazzi perché non ci sono lettori, quindi non si producono libri per lettori che non esistono. Ok, non è vero che i lettori giovani e forti non esistono, ma quello che producono e importano le case editrici italiane basta e avanza. Offriamo Chambers, Murail o il romanzo Ophelia e siamo, oggettivamente, a posto. E poi ci sono sempre i romanzetti YA al bisogno.

Di cosa stiamo qui a parlare noi adulti?

I progetti e gli insegnati virtuosi sono gocce sul territorio nazionale. Anche se a noi sembra tanto, è una percezione errata. Il diritto alla lettura non si sa neanche che cos’è.

È inutile parlare di sesso o esplicitarlo nei romanzi perché (a differenza di me ragazzina) non è lì che vanno a cercare confronti e risposte i ragazzi e le ragazze. E poi non è vero che non se ne parla, ma ognuno ha la sua voce. Il mio Valerio dopo che ha incontrato la vicina del terzo piano che ingolfa le sue fantasie fatica a stare sul sellino della bici (Se la tua colpa è di essere bella); e in il ragazzino che porta Daria a fotografare Rachele (La figlia dell’assassina), chiede in cambio alla ragazza una strofinata di tetta, perché non ce la fa più ad accontentarsi di altro materiale. Quindi non sono personaggi asessuati.

Se un’autrice e un autore è onesto in un suo romanzo saprà rendere vivi i suoi personaggi e il loro sesso c’è dove deve esserci. Io sono spesso in conflitto con il mio mondo editoriale, però credo che faccia il possibile per resistere in un Paese in cui il valore della cultura e dell’arte contano ancora molto poco.

Il mio mestiere di scrittrice per ragazzi (solo di scrittrice) non è riconosciuto o sostenibile, non esiste proprio. Non dimentichiamolo. Che poi di questo io faccia una battaglia e non del sesso nelle storie è un’altra questione.

Autore:

Autrice di narrativa per ragazzi. http://www.icwa.it/profili/facchini-giuliana http: //www.facebook.com/pages/Giuliana-Facchini/10647355940250 http://giulianafacchini.wix.com/giuli

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