Pubblicato in: Umana

elmo e corazza

Era stata una giornata faticosa in montagna, eravamo partiti presto e per non adoperare la macchina eravamo andati a piedi da Pozza di Fassa a Vigo per prendere la funivia. (No, non c’era nessun antico vaso da recuperare… ) In alto poi avevamo fatto un bellissimo percorso in cresta e quindi la discesa verso Pozza.

brik in quota
brik in quota

Alla fine dell’ultimo sentiero, lì dove cominciano le case del paese che avremmo dovuto attraversare per arrivare al campeggio nel bosco, camminavamo in silenzio. Era stata un’esperienza bella (di dieci ore, tra cammino e pause) ma faticosa e Bryce procedeva senza tirare con il suo passo elastico da border e la testa bassa di chi deve finire un lavoro.

 

interlocutrice del brik (foto di Stefano S.)
interlocutrice del brik (foto di Stefano S.)

 

Già: mi aveva tenuto su in cordata, aveva dialogato con le marmotte, abbaiato alle mucche moleste e ovviamente provato il brivido della funivia.

 

 

Era agganciato alla cintura e io avevo un passo rilassato. Avevamo appena imboccato una delle tre viuzze indicate per arrivare al centro del paese, quando sulla grande terrazza di una casa, senza ringhiera o protezione, apparvero due alani: uno bianco femmina e  uno nero maschio. Fu una questione di secondi alzare lo sguardo, sia io che Bryce, e vedere quelle due enormi statue di cane che ci fissavano. Procedere o fermarsi? Credo che Bryce abbia deciso di fermarsi, ha abbassato le orecchie e immobilizzato la coda, ma in quegli istanti d’indecisione l’alano maschio gli si è gettato addosso. Il border era in una posizione difficile: era agganciato al guinzaglio e non riuscivo a staccarlo. L’ho sentito ringhiare con tono basso e l’ho visto rimanere abbastanza fermo cercando di parare i colpi dell’alano che lo sovrastava. Ho messo tra loro la mia bacchetta da cammino e il fratello umano del brik, d’istinto ha cercato d’afferrarlo per la pettorina, senza riuscirci per fortuna. Una donna è uscita dalla casa richiamata dal trambusto e al secondo “resta, Elmo” l’alano maschio si è fermato. La femmina non si era mossa. Con titubanza Elmo è “tornato” dalla padrona senza spostare lo sguardo dal brik. “Non deve lasciare i cani liberi” ho urlato, mentre tastavo Bryce per vedere se fosse ferito. Il border rimaneva immobile e ringhiava con un vibrare profondo e sordo ma le orecchie erano appiattite all’indietro e la coda era bassa. Era bene impiastrato di bava di alano su un fianco ma non parevano esserci danni. La donna rispose: “ Sono buonissimi: giocano con gli altri cani! (sì, come i gatti con le lucertole) … e poi di qui non passa mai nessuno! (certo ad agosto in val di Fassa sui sentieri non si vede un’anima)” Mio figlio, però, aveva le mani sporche di sangue. “ Gli alani hanno i brufoli nell’interno delle labbra, Elmo ne ha uno aperto: il sangue verrà da lì! ” continuò la donna come se trovarsi sangue di brufolo di alano sulle mani fosse la cosa più salutare del mondo. “Il ragazzo ha le vaccinazioni?” domandò la donna e io ribattei:  “…e il cane ha le vaccinazioni?”. Il fratello umano del brik nel cercare di afferrarne la pettorina aveva scalzato l’unghia del pollice, ci spostiammo verso una fontana, ci ripulimmo e disinfettammo tutti. (Avevo l’occorrente nello zaino.)

Sono tornata il giorno dopo a fotografare il libretto sanitario di Elmo e a prendere i dati della signora. I suoi cani parevano super sani e in regola con tutto quello che un cane di buona famiglia e di buona genealogia deve avere in regola. Gareggiavano e accudivano i nipotini della signora che era nella sua casa delle vacanze.

Bryce era stato preso alla sprovvista dall’alano e da quel giorno è evidentemente timoroso con i cani di grossa taglia: abbaia loro e vuole attaccar briga per primo a meno che quelli non diano chiari e immediati segni di sottomissione. Rimango dell’opinione che Bryce sia davvero un cane saggio, anche se non sembrerebbe. Non potendo scappare ha amministrato con fermezza una situazione pericolosa. Se avessi potuto leggere i suoi pensieri in quel difficile momento, avrei letto qualcosa del genere: “Non sono un codardo ma non ti provoco. Non perdo la posizione, gigante bavoso, e mi carico di rabbia, semmai dovessi farlo venderò cara la pelliccia… … … ma sono certo che non arriveremo a tanto e se aprissimo un tavolo di trattative? ”

Concludo con le parole del fratello umano del brik che nei momenti difficili conserva la sua simpatica ironia: “Ma se lui è Elmo, lei che è femmina di nome fa Corazza?”

quel diavolo del brik (foto di Stefano S.)
quel diavolo del brik (foto di Stefano S.)

Giuli

 

Autore:

Autrice di narrativa per ragazzi. http://www.icwa.it/profili/facchini-giuliana http: //www.facebook.com/pages/Giuliana-Facchini/10647355940250 http://giulianafacchini.wix.com/giuli

2 pensieri riguardo “elmo e corazza

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