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Per fare uno scrittore ci vuole un mare…

Sono le 5:53 e apro gli occhi. Sono tornata ieri sera dal festival Mare di Libri e questa non sarà una cronaca, ma un viaggio di pensieri. Non la farò breve. Perché un’autrice di narrativa per ragazzi (o presunta tale) dovrebbe essere spettatrice a un festival come MdL? Da bambina cercavo spesso a scuola o alle feste un posticino per osservare  quello che accadeva intorno a me. A MdL chi scrive per ragazzi può trovare un posticino (magari in penultima fila) per osservare autori e ragazzi dialogare. Un privilegio.

E’ un festival fatto dai ragazzi, questo è importante e si sente. I ragazzi sono loro stessi a MdL, è come quando le maestre lasciano esprimere liberamente i loro alunni e vengono fuori disegni sghembi e imperfetti ma veri.

Ho seguito una serie di eventi, ovviamente non tutti, e per primo Aidan Chambers, uno scrittore inglese ottantatreenne pluripremiato e consacrato da critica e lettori. Mrs Chambers, che sui jeans indossa la magliettina del festival, tiene una lezione serissima e densa di concetti importanti con leggerezza e umiltà disarmanti. Lui è al servizio delle storie e dei lettori. I ragazzi lo applaudono con affetto come fosse una star della musica pop (ragazzi adolescenti che urlano “bravo” a un 83enne? Stupitevi, è successo). Lui ha ha scritto libri di ineguagliabile originalità e forza narrativa, è un formatore e potrebbe divertirsi e gigioneggiare, ma non lo fa. Tiene una lezione in piena regola. Non spreca l’opportunità di essere davanti a dei ragazzi che rappresentano il futuro di tutti noi e non li sottovaluta.

Ecco la prima rigorosa lezione del festival.

Poi arrivo in sala, dove a parlare ai ragazzi è Bruno Tognolini e il registro cambia, ascolto il ritmo  originale del poeta, il poeta che è l’essenza delle cose e della natura.

“Ascolta, ascolta, il vento sta parlando” disse Giovannino chinando la testa da un lato “dici davvero che non saremo più in grado di udirlo quando saremo grandi, Mary Poppins? “Lo udirete benissimo” disse Mary Poppins “ma non lo comprenderete.”

Questo scriveva Pamela Lyndon Travers e Tognolini va oltre: Tu sei tutti e tu sei tu. Sono le rime che ci rimangono in testa ne Il giardino dei musi eterni e raccontano che facciamo parte di un tutto sebbene siamo individui. Il poeta Tognolini con quel suo modo speciale di raccontare parla di quelle donne e quegli uomini che si dichiarano madri e padri dei propri cagnolini. Non li deride, né si scandalizza. Con l’umiltà dell’uomo che si guarda attorno e si sente una piccola parte della natura e del tutto,  accetta quella paternità o maternità differita. Già, perché: Tu sei tutti e tu sei tu.

Il mio festival continua con Cristopher Vick che ho apprezzato quasi più del suo romanzo. I ragazzi non leggono storie d’amore a differenza delle ragazze e lui invece ne scrive. Bella la sua capacità come uomo di svelarsi davanti ai suoi lettori. Le scrittrici lo fanno con facilità, gli scrittori no. Pongono dei filtri, non si raccontano sempre sinceramente nei libri attraverso i loro protagonisti maschi per essere letti da lettori maschi. Vick lo fa e come lui pochi scrittori lo hanno fatto. Vick l’ho visto ascoltare gli incontri dei colleghi, attento e interessato. Anche questo non è da tutti.

Arrivo finalmente da J. Teller, l’autrice di Niente e ho la conferma che dietro un grande libro c’è una gran bella persona. Lei si pone e si è posta delle domande, che tutti dobbiamo saperci porre, partendo da: Non c’è niente che abbia senso, è tanto tempo che lo so. Perciò non vale la pena di far niente, lo vedo solo adesso. (dalla prima pagina del libro). La Teller è una donna disponibile eppure ferma, dalla grazia nordica. Mette subito in tavola un pensiero che ritiene scontato (ma io credo non lo sia): I ragazzi devono avere i loro segreti (un pensiero a doppia lama che terrorizza molti di noi adulti). E’ fondamentale per diventare individui e non restare cuccioli a vita. Racconta che ha scritto il libro in due settimane, ma ci è voluta una vita intera per prepararsi a farlo. E parla di onestà. Uno scrittore deve essere, tutti noi dobbiamo essere onesti. E’ facile e comodo chiudere gli occhi e rimanere aggrappati alle nostre convinzioni senza mettersi in discussione.  Ecco il suo romanzo e la sua storia di persona. Anche Jennifer Donnely e Kenneth Oppel nei libri mettono loro stessi. La novelist newyokese Donnely (che adoro) con tocco squisitamente statunitense racconta che si mette in ascolto dei personaggi delle sue storie. Personaggi che arrivano dal passato per aiutarci/la a capire il presente. Con ironia parla di una sorta di seduta spiritica e poi Oppel dice di se stesso e di quanto di lui ci sia nel protagonista del suo libro.

J.Donnnelly

Ecco l’onestà dello scrittore che scava in se stesso e attraverso le pagine dei suoi libri si dona al lettore. (Lo so, suona un po’ alla Grotowsky! Sarà l’amore per il teatro che non esaurisce mai!) Tutti possono scrivere ma non è scrivendo che si crea un romanzo. Pagine di emozioni che attivano sentimenti e ci  lasciano inevitabilmente diversi quando finiamo di leggere, non possono essere facili e scontate da scrivere. Sono un percorso che scorre parallelo alla nostra vita.  E forse come Tognolini ha sottolineato… ognuno di noi scrive di quello che gli manca, di quello che sogna di essere o creare.

Una cosa buffa del Festival è stato veder firmare il programma di MdL da alcuni autori su richiesta di ragazzini o genitori. Non avevano il libro, immagino. Insomma una bella copia del fogliettino strappato dal quaderno che nelle scuole spesso gli alunni fanno firmare agli autori (sì, anche a me) quando non hanno comprato il libro.

Ce la facciamo a capire che il valore sta nel libro con o senza firma dell’autore, ma la firma dell’autore senza il suo libro è ben poca cosa?

MdL per me è stato anche la colazione piena di dolci fatti in casa dalla proprietaria dell’albergo dove alloggiavo, la piadineria del borgo e il mare dove lascio sempre scivolare i pensieri sul pelo dell’acqua come fossero le tavole da surf di Vick; sono state le lacrime alla fine della proiezione di Una vita da Zucchina; è stato la lettura di alcuni brani di libri scelti dai ragazzi fatta da Lella Costa con grande bravura o il cortile della biblioteca dove ho ascoltato Silvia Vecchini e l’attrice Alessia Canducci, alle undici di sera,  raccontare una fiaba della buona notte. Era una fiaba dei fratelli Grimm, una Cenerentola che non lasciava dormire sonni tranquilli.

Ma vogliamo davvero dormire sonni tranquilli?

 

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How to survive to a stalking dog and the art of being unable to cook

Border collies are dogs with strong personality and have an insatiable appetite. Brick is not only insatiable but he has also a “5 stars” taste. My neighbor is an excellent cook while I’m surely not, and therefore the smells coming from her kitchen are ever since like a drug for my family.
Brick broke a piece of the fence between our houses and always showed up for dinner and lunch. My neighbor’s dogs have all the time some delicacies: tuna macaroni, meatballs, grilled salmon but borders are real troopers and the poor dogs had not even the time to put their muzzles in their bowls that a gentledog thief was already coming back home licking his mustaches.

We mutually agreed, in order to keep good neighborhood relationships, to replace the old broken fence with a stronger and 1.80m high new one. Brick studied the issue seriously, measured the new fence covetously, stood on his rear paws to control the real height. Then he made his calculations: the time needed to climb over it was much more longer than the time food stayed in bowls, the neighbor’s dogs are slow not stupid.

Hence brick  changed his tactics. He stays in a strategic place to control through the fence the neighbors’ dinner table that can be perfectly seen if the window is open. He tries the hypnosis and it works. The neighbor surrenders and gives him a tidbit. He drools and looks at her gratefully ( she could call the animal care police if the doesn’t know us). She takes him some cheese and he loves cheese so much! Each meal some cheese. Borders are overbearing their sheep.
At the very beginning he barked softly to have the neighbors’ attention now he barks fiercely making them stand up to give him some cheese.

I was embarrassed that he went to his liking to the neighbors, now that he stalks them.
Today the smelling coming from their kitchen was one of real gourmand and the Tomato macaroni in my sons’ plates made such a sad impression that they looked at each other then looked at brick. I think they wished to be border collies.

Italian version Come convivere con un cane stalker e con l’arte di non saper cucinare

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La mia – Children’s book fair 2017 – festa del Libro per ragazzi!

La mia settima fiera del libro per ragazzi è stata un po’ una festa. Non è mancato nulla: i libri belli, gli autori speciali, gli eventi importanti e la stanchezza di fine giornata. La comunità dei libri per ragazzi è ben assortita e alla fine ci si conosce e ci si apprezza un po’ tutti, famosi e non famosi. Librai, bibliotecari, blogger, insegnanti, autori, illustratori e editori che amano i libri si annusano tra loro e si riconoscono, ne nasce una bella confusione di abbracci. Quest’anno non sono mancate le emozioni;  vedere commosse delle giovani editrici che dopo anni sono riuscite a portare in Italia un capolavoro degli albi illustrati internazionali, dice tanto. Perché tanti credono in questo lavoro strano che sta in precario equilibrio tra il raccontare e il formare, che non vuole educare i ragazzi ma che manda inevitabilmente tanti messaggi. Bello perdersi tra contest, premi e illustrazioni, ma bello guardarsi in faccia tra noi che per i ragazzi scriviamo, leggiamo,  a volte lottiamo per le storie. Promuovere la buona letteratura contemporanea per ragazzi e adolescenti non è facile, stereotipi e marketing stanno loro con il fiato sul collo e noi che raccontiamo storie non abbiamo altre armi se non il coraggio della fantasia e della buona scrittura.

In fiera quest’anno ho firmato un contratto per un libro che amo e che uscirà a maggio. Un altro mio sguardo sugli adolescenti, ancora la mia voglia di raccontarli senza mettermi al loro posto, anche se un po’ vorrei starci nonostante tutto. E avrò una nuova fantastica copertina d’autore perché un libro racconta una storia, ma ha anche una sua storia.

Mi piace molto scrivere pensando ai ragazzi e mi piacciono le persone, gli altri, quelli che incontro. Amo le relazioni e i lunghi discorsi o i lunghi silenzi amici.

Nella mia scatola di ricordi della Book Fair 2017, a guardar bene, tra l’altro, TROVO un’ amica con la quale ci eravamo ripromesse di vederci in fiera e con la quale ci siamo rincorse per una giornata. Io non sento il cellulare, richiamo e non sente lei e poi ognuna ha il suo da fare e alla fine ci parliamo per telefono: lei dal divanetto della sala stampa, io dal bar degli editori stranieri; TROVO una conversazione preziosa, avvenuta in piedi, nel corridoio tra gli stand, che quasi mi spuntavano le lacrime per l’emozione. Non sentivo la confusione attorno ma solo quelle parole personali e intime regalate per costruire amicizia o, chissà, forse solo per generosità; TROVO l’incontro con un’amica di coda&penna (i conigli hanno la coda corta) verso la quale sono andata a braccia aperte, scioccandola poichè una veneta è sempre più sobria di una romana; TROVO la pausa dal lavoro di un’altra amica, rubata solo per poterci guardare in viso e scoprirci proprio come ci eravamo immaginate di essere; TROVO le parole di una persona che mi ha letto dentro e trovo due occhi azzurri che mi hanno lasciata senza respiro, sapevo che gli occhi di quell’amica erano azzurri ma non credevo fossero chiari e luminosi come le sue parole. E poi c’è molto altro, come i contatti di lavoro a cui sono sinceramente affezionata.

Insomma si è forse capito che la mia umanità si costruisce con gli incontri e con la polvere di grafite magica che ne ricavo scrivo pagine di vita che non producono reddito ma emozioni. Sono quelle a scrivere le storie al posto mio.

E così vado verso la book fair 2018…

Matilda Editrice – tavolino e sedia illustrati
City by Federico Penco finalista silent book contest 2017
Astrid Lindgren Memorial Award

Nicky Singer ospite ICWA alla book fair 2017
Libri animati – mostra
Pubblicato in: Donne in corriera e madri da tartufo

I dolori di una non più giovane narratrice di storie

E’ accaduto, accade. Succede che un’idea ti ronzi per la testa e non ti dia tregua. Una nuova storia sta nascendo e cominci  a scrivere.

L’entusiasmo che mi pervade quando ho tra le mani quella materia grezza che è la mia immaginazione, è indescrivibile. Scrivere fa bene, mette di ottimo umore. Ogni storia nuova sembra debba aprire una nuova era, diventare quel libro perfetto che inseguo e non raggiungerò mai. Non lo scriverò mai, ovviamente, perché non esiste un delitto o un libro perfetto. La mia vita non è perfetta, chi ha una vita perfetta? La mia vita ha sempre trattato la scrittura come fosse un incantesimo di Harry Potter o come se i libri esistessero già nella borsa di Mary Poppins. I libri si scrivono, ci vuole tempo, pazienza, energia. Per fare un lavoro ben fatto, una legnaia ben impilata di parole come si vede fuori della baite trentine, ci vogliono ore vuote di pensieri e ore dense di frasi che sfuggono o arrivano in massa. Imprigionare la creatività nella disciplina è uno sforzo che stroncherebbe anche una secchiona come Hermione.

Isabel Allende, ha dichiarato che c’è un casotto nel giardino della sua villa dove si ritira a scrivere, un’altra famosa scrittrice va in Umbria nel silenzio della sua cascina ristrutturata a meditare sulle pagine del best seller di turno (dal quale il marito farà di sicuro un film). E io? Non sono un’autrice da best seller, sono una venditrice di storie che passa di classe in classe, di scuola in scuola; faccio parte di quegli scrittori di serie D che in Italia nessuno si fila e prima di me, nella categoria “narrativa ragazzi”, ci sono quelli molto bravi, quindi?

Quindi io sono magica, io le storie le tiro fuori già scritte dalla famosa borsa, gentilmente offerta in prestito dalla cara signora Poppins. Rubare ore di silenzio è realmente il mio mestiere; incontrare di nascosto i personaggi è il mio mestiere; leggere e rileggere bruciando parte della cena, lo faccio per lavoro; amare a tal punto quella storia da ripeterla tra me e me (chi mi vede pensa che io sia al telefono) mentre in auto vado di qua e di là a sbrigar commissioni, a dar passaggi, a pagar multe. Se non servissero mani e tastiera avrei fatto fuori col pensiero fiumi d’inchiostro. I miei romanzi li sudo dalla prima all’ultima riga tra le code al supermercato, gli incontri con i ragazzi delle scuole, le camminate sull’argine del fiume per far correre il cane, le fiere per sentire gli autori chiacchierare, le litigate inter-familiari, i dialoghi surreali con mia madre e le occasionali fughe dal veterinario con lo sfigato quadrupede di turno.

Non sono una professionista, non mi sento una professionista, sono più un’artista della narrazione: nel casotto? in Umbria? no! In un angolo della casa, su una scrivania piena di peli di gatto, libri, tessere sconto, seconde chiavi della macchina, un termometro, due agende, una tavoletta di cioccolata, la tazza del raccogliticcio, concentrata a ignorare chi mi chiama, chi blatera di imminenti catastrofi, chi avverte uno strano odore di bruciato in cucina. Le mie sono le storie di una funambola che nella vita continua a camminare su di un filo teso tra realtà e finzione. Non si sa fino quanto reggerà.

Tutto questo può portare a un incommensurabile successo o alla catastrofe più nera, oppure può relegarti nella mediocrità. Altre opzioni non ce ne sono. Già, perché ormai tutti ti conoscono e l’ennesimo inedito sparirà inghiottito dalle lunghe file d’attesa nelle case editrici, non saprai mai se sei brava e sfortunata oppure se in te stessa, alla fine, ci credi solo tu.

E’ un guaio, non sei una professoressa, non sei impegnata nel sociale, vendi spiccioli d’avventura ai tuoi lettori ideali, quei ragazzi dei quali vorresti avere ancora l’età. Sogni come dovrebbero fare loro e non vuoi che loro abbandonino i loro sogni, è per questo che scrivi. Una missione imbottita di cuscini tra i quali far cadere i sognatori di vite diverse, la missione un po’ folle della scrittrice senza casa, che abita il mondo e non va da nessuna parte. La sua meta è il viaggio nelle storie che costruiscono gradini su cui accompagnare i lettori. Tu, li porti per mano e poi li lasci andare quando tra le storie sanno muoversi da soli.

Fai un lavoro fine a se stesso, ma non molli, sei tenace. Non devi arrivare da nessuna parte, non hai fretta.

Ma ti lasceranno sopravvivere?

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Sniffing out books…! Fiutando libri!

 

Girl Detached by Manuela Salvi Higlly recommed for Young Adult!

(Italian version: Una ciotola di emozioni forti… è solo Letteratura! )

salviAleksandra has issues with her voice. Stress makes her stutter, and her life is one of stress. She can only speak clearly on stage, freed by the words of the character she plays. Then, when Aleksandra befriends her new neighbour Megan, and through her meets charming, handsome Ruben, it seems she has discovered a doorway into a different world, and a different Alek. But Ruben wants Aleksandra to play a particular role for him, and it is one that will come close to destroying her.

 

 

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To be or not to be: that’s the question…

OLYMPUS DIGITAL CAMERACone or not cone that’s the question. Whether ‘tis nobler in the mind to suffer the insults of ointment, hydrogen peroxide, and the arrows of outrageous fortune, or to take arms against Umi and fight to scatter her. Border and Bard share the same consonants. We are both English and Poets. Maybe he went to the aesthetic surgeon too instead of to the vet like me.

And yes! As far as my ear bitten by a pittbull is concerned Umi is doing “much ado for nothing”. And I, the Border from Stradford-upon-Adige, have enough of it. If I don’t pay attention the hole in the ear could open? Ok I will wear an earring! Like Will or Drake the Pirate did, or if you prefer like the sailors who survived to Cape Horn, where the ocean fight! I rounded Cape-of-Good-Hope-they-leave-me-in-peace and it do the same!

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And, as my life was a sheakspearean tragedy there is also the scratching prohibition. Umi issued an edict: “any dog (as if we were a lot! ) scratching itself will be punished with a shout” that will pierce the eardrums but save the ear pavilion. When don’t wear the collar I must clean myself and being a Border I clean my hair. I don’t stink and then the “family jewels” must be well kept. No great strategist would ever won a battle if the artillery wasn’t properly oiled and the cannon-balls well polished.

dormiamoci su...
dormiamoci su…

Switching from tragedy to comedy like it happened at Will’s Globe, Umi and I met a man in the street who asked if I’m a male (what a question!). He has a little dog at leash, wearing a black&pink coat, I didn’t see at all, let’s figure to guess what it was!
He stood and gesticulate, he talked nonsense and Umi nodded patiently while I’m thrilling unpatiently…. and she kept on smiling doltish. Believe me, that man rounded Cape Horn twice but head down and he had even a screw loose.

 

 

I’m asking myself: should we be nice with every mad we meet? Under that pink coat he has a wheeled plastic duck , I tell you!
Let’s go Milady, please… For heaven’s sake, Umi, put it off!

In Italiano: To be or not to be that’s the question

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Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna – Children’s Book Fair

pegDopo tre giorni alla Children’s Book Fair di Bologna mi rimane l’emozione di una fiera del cuore.

After three days at the Children’s Book Fair in Bologna the feeling it wasn’t simply a book fair but a real “heart fair” is still in me.

Sono appena rientrata dalla passeggiata mattutina con Bryce e lui, che è rimasto a casa per tre giorni a annoiarsi, è finalmente rilassato e felice di tornare alle nostre abitudini quotidiane. Bryce è sotto la mia scrivania, la casa è silenziosa, il tempo è uggioso.

I’m just come back from the morning walk with Bryce and he, who stayed three days at home annoying himself, is finally relaxed and happy to have our daily routine back. Bryce lies under my desk, the house is quite and the weather is gloomy.

Scrivere per ragazzi è per me un mestiere speciale, nei miei libri ci sono io e sempre io ci sono nelle relazioni umane che intreccio. Quella rete strana, fragile o d’acciaio che sono le amicizie. L’amicizia è uno dei temi che ricorre sempre nelle mie storie, l’amicizia è un valore che coltivo da sempre.

To write children stories is a very special job: I’m always in my books and I’m in all the human relationships I weave too, that peculiar, fragile or strong net forming friendship. And friendship is one of the main subjects of all my stories, it’s one of the values I’m always cultivating.

In questi tre giorni di fiera ho incontrato tante persone, ho capito che alcune amicizie sono salde e forti. Alle volte l’ho capito in un abbraccio o in un continuare a cercarsi: Sei al padiglione 29? Sto scappando a una presentazione! Andiamo ad ascoltare quell’autore, a sfogliare quel libro, a mangiare un panino…? Altre volte l’ho capito in quindici minuti di conversazione fitta fitta, condensata, piena di parole importanti.

During these three days I met a lot of people, I realized some friendships are strong and steady; sometimes I could understand it through a hug or just because we were keeping on searching each other: Are you at stand 29? I’m going to a reading… let’s go listening to that author, to read that book or to eat a sandwich??? Other times I realized it in a 15 minutes intense conversation full of important words.

Poi in fiera ho incontrato persone che volevo conoscere e in pochi minuti ho capito che l’empatia funziona anche tramite la rete internet e abbracciarsi è stata solo una conferma. So che quelle persone rimarranno nella mia vita di scrittrice, lettrice, promotrice dell’amicizia leale e senza barriere per la quale abbiamo con spontaneità gettato le basi.

At the fair I met people I would like to know and in a few seconds I felt that empathy works also through internet and to embrace each other is a further proof of it. I know those people will stay forever in my life as a writer, reader and promoter of leal and no barrier friendship, for which we spontaneously lay the foundations.

Il mio ultimo libro era sul banco dell’editore. Gli occhi magnetici del gatto mi hanno incoraggiato, rassicurato, guidato e una filiera di bellezza e di positività nel mondo dei libri per ragazzi si è rivelata ai miei occhi. Autori, editori, lettori, bibliotecari e librai che credono nel potere dei libri onesti, quelli che regalano emozioni e aiutano tutti noi a crescere. Continuano a tornarmi in mente le parole di Roberto Piumini che, sintetizzate, esortano a non banalizzare. Non banalizziamo il potere della letteratura per ragazzi, alimentiamolo con passione sincera e semineremo bellezza.

My last novel was on the editor stand. The magnetic cat’s eyes encouraged, reassured, guided me and a beauty and positiveness die in the children books’ world revealed to my eyes. Authors, editors, readers, librarians and booksellers believing in honest books’ power, those giving emotions and helping us to grow. Since then Roberto Piumini’s words are still in my mind. Shortly they urged us not to trivialize. Don’t trivialize children literature’s power but instead let’s feed it with honest passion and we will spread beauty.

Nel mondo di oggi si può, forse, chissà… ci crediamo?

In today’s world it could be possible… we can, perhaps, maybe… do we believe in it?

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Sono tornata a casa da Bologna con tanti libri, alcuni con dediche meravigliose e dolcissime e con il libro del piccolo Sheepdog che tanto assomiglia a Brik. L’editore scozzese Floris Books non poteva vendermi quel libro che i miei occhi avevano individuato il primo giorno con un’attrazione fatale. Chi ha disegnato quel cane lo conosce bene e un legame invisibile che sfida la distanza e la velocità della luce si è creato immediatamente. L’editore ne ha messo da parte una copia e l’ultimo giorno me l’ha regalata. Io ho regalato in cambio una copia di Echino dove c’è l’articolo del Brik. Non è stato un contatto di lavoro, è stata una relazione umana tra persone, passata attraverso il mio inglese approssimativo e le pagine dei libri. Ho ricevuto in dono un libro che adoro e la gentilezza di un’editor scozzese.

I came home from Bologna with lots of books, some even with beautiful and very sweet dedications, and with a special book about a little Sheepdog who is so very like Brik. The Scottish editor Floris Books couldn’t sell to me that book, which fatally attracted my eyes from the very first day… who drow this dog, knows him very we’ll and an invisible relationship, challenging distance and the speed of light, created immediately. The editor kept one copy for me and last day she gave it to me. In exchange for it I gave her a copy of Echino, where there is an article of Brik.
It wasn’t a work contact but a real human relationship fed by my inaccurate English and some book’s pages. I have been given the book I adore and the kindness of a Scottish editor. (… and compliments to Sandra Klaassen!)

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Sandra Klassen di Floris Books: www.florisbooks.co.uk/blog/2015/05/13/florisdesign-illustrator-interview-sandra-klaassen-2/

12909432_1178408702184207_2991474774919569307_oEchino: www.echino.it 

brik manoscritto

Come nascono le storie… ilgiovanebrik.com/2016/03/07/come-nascono-le-storie-il-segreto-del-manoscritto

Notes Edizioni: www.notesedizioni.it/index.php?option=com_libreria&c=pubblicazioni&task=display&idpubblicazione=58&Itemid=61

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Frankly, I don’t give a damn

Sheepdog, sheep, flock control are part of a Border Collie work, and yet Brick slights them. He likes to taste the sheep poop pralines and to bark to the hens in the near fence. He barks offensively aloud to the horses but he is not interested in the sheep. At least this is Umi’s idea after a few sheep control lessons that she and Bryce did together.

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But other thoughts go through young Brick’s mind, while he rests dirty and tired.

“I ask myself: why should I gather 4 afraid sheep? Ok, I’m a border and if you take me to a farm in a boundless moor with a flock to be led to a sheepfold I could bustle. But in a fence, with the sheep I feel myself uncomfortable then the poor animals are fed up to give lessons to a dog, the teacher explains to the people what to do and they do it, they improvise themselves shepherds and dogs engage and some even try to bite the sheep. Istantanea 8 (12-02-2016 22-04)The dogs, the ordinary ones, don’t know that during serious sheepdog competitions biting the sheep shank is a serious penalty. They can even be disqualified only for a bite! I don’t want to be the jaguar’s friend or rewrite Tom and Jerry subverting the things natural order, but I’m sorry for those wooly heads, all day long going around foolishly in a fence, going in and out the gates risking the shanks only to entertain humans! We, the borders, control the sheep with our look, our eyes give order…. let German Shepherd join the Police and leave us the dirty job! Paws get muddy, hair puffs up and our magnetic eyes order the rebel sheep to go back to the flock. Istantanea 10 (12-02-2016 22-06)That happens in Scotland or in the Alp pastures, not in the riding school fence behind the house. There you annoy the hens because a serious border has mostly a nuisance nature. He is irreverent, virtually scoundrel, and extremely clever to understand when a human needs to be cuddled. We, the borders, love to converse with horses, they have great empathy and irony, we gladly exchange a few jokes when we met. As far as the pralines are concerned… everyone has his own weaknesses and tastes… and it’s real vegan food!

In italiano… L’amico del giaguaro

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Rain and fire

It’s raining, I just came back, the rain makes me completely humid. I was well dried and rubbed. Now I’m lying on then carpet by the fire burning in the fireplace. I hear Umi working in the kitchen but I know I don’t need to get up because according to my brothers when she is there she only plays with the chemistry set…

IMG_6568 - CopiaTherefore I keep watching at the fire! Rain reminds me at something I don’t know but that is in me somewhere. It doesn’t bother me to have wet hair, my undercoat keeps me warm and dry. I love running in the rain, it makes me electric! If I close my eyes, stung by the flames’heat, I can imagine myself working on my canine ancestors’cold hills, I hear the shepherds’ whistles, the mud soaking my paws while I rally big and nervous sheeps. My young body’s energy busts in the control and gathering work, and overcomes cold and danger and even the stony ground scratching my fingertips.

I open my eyes on my pack, the pack I love like only dogs can do. My human brother, that I wake up every morning with my humid nose, that I push out of the door and follow with my eyes till he leaves the house alleyway (not for nothing, but if he looses the bus I must “keep it” till we take him downtown to the school). To wake up my other brother I must jump on him with all my four paws! But… how much do the humans sleep? Then there is Umi… you can’t even imagine how much patience I need with her! She stops to talk with an old couple: the lady has a stick, the dog has not… but I’m sure it would be useful to him too… Umi softens and every time is almost moved: the dog was her husband’s, who died some years ago. The ambulance came to talk him and since then the dog doesn’t bear the siren’s sound. Before dying at the hospital the old man was worried about his dog’s future and since then his wife always keeps the dog by her side as she was the husband. Life, old age, and death: that’s the way it goes. Stop moving every time! I close my eyes and let the fire heat warm my hair and bones. The rain smell is still in my nostrils… I could be elsewhere, there, where my nature would like to be… but I’m here and here I’m useful.

In italiano … Pioggia e fuoco

Pubblicato in: Human English Version!, Ragionando di un cane di nome Brik...

… è tutta questione di naso! … it’s just a matter of nose!

WP_20151111_09_23_57_ProBryce al parco gioca con la sua pallina. Gli chiedo di stare fermo, la lancio e lui potrà andare a recuperarla solo quando io dirò: OK!!!

At the park Bryce plays with his  ball. I ask him to stay, I throw it and he can go to fetch it only when I say: OK!!!

E’ inverno pieno, ma il freddo quest’anno è arrivato tardi. Un tappeto di foglie morbide di bruma, gialle, rosse e arancioni ricopre il terreno. Arriva un Beagle femmina. Una simpatica cagnolona sovrappeso e allegra. Tiro lontano la pallina e Bryce corre a cercarla. Si lancia all’inseguimento, salta, affonda nelle foglie, si rotola e infila il naso nell’erba alla ricerca della sua preda di caucciù.

It is midwinter, but the cold arrived late this year. A carpet of soft, misty, red, yellow and orange leaves covers the ground. A female beagle arrives. A nice, overweight and cheerful dog. I throw the ball far away and Bryce run to search it. He gives chase, jumps, sinks in the leaves.  He rolls and sticks it’s nose to the grass searching its rubber prey. 

Arriva Wendi, la Beagle, al trotto e senza neanche abbassare troppo il naso sul terreno segue le tracce della pallina. Bry ha sollevato terra e goccioline di bruma con la coda a spazzola e allegro perlustra tutto intorno: gira e rigira e cerca. Fiuta e s’accanisce nella caccia come un lupo nel bosco. Wendi non devia il percorso, che sa già essere il più breve per arrivare alla pallina, e non ci mette neanche dieci secondi a scovarla sotto il fWP_20151111_09_23_48_Proogliame e a prenderla in bocca. Con occhi dolci e orecchie morbide come una cascata di capelli castani guarda Bryce: se non avesse la pallina tra i denti si potrebbe pensare che sorrida.

Wendy, the beagle, arrives trotting and even without lowering to much her nose to the ground, she follows the ball’s tracks. Bryce lifts ground and mist drops with his brush-shaped tail and cheerfully scouts all around: he turns and turns and searches. He sniffs and insists hunting like a wolf in the wood. Wendy doesn’t change her route, that she knows to be the shortest one to the ball. She needs less than 10 seconds to find and take it in her mouth. With sweet eyes and soft ears that remind a soft cascade of brown hairs, she looks at Bryce: if she hadn’t the ball in her mouth you could think she is smiling.

Lui si immobilizza: coda ritta, posa plastica e negli occhi una muta domanda: “Ma dove diavolo era intanata quella furbissima pallina? L’ho cercata ovunque!”

He Stands motionless: straight tail, proud pose and a silent question in his eyes: “But where on earth was that smart ball? I looked for it everywhere!”

Caro border, è tutta questione di naso!

Dear border, it’s just a matter of nose!

Pubblicato in: Canine English Version!

The importance of stealing smartly

OLYMPUS DIGITAL CAMERAI’m a border collie then I’m a herding dog. I gather the sheep on the Scottish highlands, I run with a lower tail, my body stretched forward and alert eyes. Nothing shrink my look and when the shepherd whistles I run like an arrow. That’s what is told about me and what is written in my DNA. Not all Border collies work in Scotland with sheep, some of us are excellent athletes or Civil Protection volunteers both in the UK and in other countries.

And then there is me and my Umi.

Well, she is not a real natural disaster and nevertheless she is a hard work, turning me in a watchdog (and being a border this is very disheartening). To make matters worse Umi is a real wrangler. At the park if a careless human let his dog dirty she attacks like a Rottweiler. And she never argues with the little dogs’ owners, I had to deal with a long haired German Shepherd… okay, it was enough to bark at him that I would tear his fur with my bites and I would spit his braided hair like a David Crockett’s hat and he immediately settled down quietly. But not all dogs are borders. Besides I must get food and therefore I let my human brother teach me some tricks (some stupid games). I’m learning “sbam”: I should lay down as if I was dead. I think to eat a pair of that Frankfurter packages, that he uses as positive reinforcement, before showing him a perfect “sbam”. However, as far as food is concerned you must trust only Granny, although being a cat lover eel she is very wise. While Umi was cutting some cheese on the chopping board to prepare pizza I was sniffing it… I was sniffing and drooling. It’s not my fault if I’m a shepherd… for a big piece of cheese I would do a perfect “sbam” at the first shot. OLYMPUS DIGITAL CAMERAIn short I was sniffing that Sardinian cheese laying only a inch far away from my nose but dangerously near the table edge. Umi stated: “He is a good dog, he would never steal it” (deluded human) and Granny said: “He is a family dog (you can bet I’m), he doesn’t think to steal it but simply to take it (I’m not a thief). Put yourself in his border head (but yet it’s difficult to soar so much)…food belongs to the pack: like your son opens the fridge to take a coke so Brik would take the cheese”.

That’s why I love her even though she is a cat lover. I don’t have opposable thumbs to take the fridge handle yet I have opposable jaws for the cheese and this doesn’t mean to steal but to take with elegance!

In italiano Prendere con eleganza.

Pubblicato in: Human English Version!

He’s just a dog…?

He’s just a dog. Yet I don’t like to humanize animals, even if today it’s quite natural: cartoons, books, games do it. It’s easy to forget the science called ethology  and play with imagination. I’m doing it too on my blog! And yet although I try to keep my feet on the ground and my head on my shoulders I can’t help been amazed by some of Bryce’s behaviors.

WP_20151031_09_18_25_ProI warmed a slice of pizza and I told to my son to take it. Ten minutes went by and then 15 and he totally forgot the pizza loosing his mind in his thoughts (homeworks, music, chat). Bryce, who followed carefully the event, stood up on his rear paws took the pizza’ sedge and brought the slice to his human brother. He put it at his feet and looked at him. He seemed to say:” Are you eating it? If you aren’t, I will”.
He could have stolen and eaten it: he is only a dog! But he didn’t: intelligence, sense of pack membership, dormant atavistic hunger? Who knows…

The fact remains: this behavior amaze and fascinate me at the same time. I would like to know what activated this behavior in Brik’s head, but I settle to look into his amber eyes which are telling thousand of stories, and his stracciatella-colored muzzle with his hanging tongue that makes him looking like he’s always smiling. It’s fine to know he is part of a family, ops…pack!

Sometimes I’m thinking that even if I can’t read Brik’s mind, he and the other dogs and cats can. It would be curious if they could understand our words or our feelings while we couldn’t decode their behavior. It would be weird to discover that they are the real advanced ones…
Obviously I’m only kidding…or not???

Italian version: è solo un cane…?

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Fiutando libri!

Ho letto “La casa dei cani fantasma” di Allan Stratton e mi ha conquistata. Una volta iniziato a leggere, non si riesce a smettere. Una storia avvincente, attuale, originale tra i romanzi contemporanei, che mi ricorda i grandi romanzi del passato. Uno di quei libri che resta, non passa. Felice d’incontrare libri così.

I read “The dogs” by allan Stratton and I really loved it! A fascinating, actual and original story among the contemporary novels, which reminds me the great novels of the past. One of those books that remains with and in you and never goes by. I’m happy to find such books. la casa dei

Ho avuto il piacere di ascoltare Allan Stratton in un evento del festival letterario Mare di Libri a Rimini. I had the pleasure to listen to Mr Allan Stratton during an event at the literary exhibition “Mare di libri” in Rimini. WP_20150614_11_41_08_Pro

Uno scrittore onesto con il proprio lavoro e disponibile verso i lettori. A pelle una bella persona che è stato interessante conoscere attraverso un romanzo come “La casa dei cani fantasma”. Un autore onesto c’è nelle sue storie.

A writer honest with his work and friendly with his readers. Instinctively a beautiful person who was nice to meet and to know through a novel like “The dogs”. You can feel and appreciate the honest writer in his stories.

Pubblicato in: Canine English Version!

Do you already know our house cats? Let’s talk about them! (… happy Easter!)

noiWhat can you do when a cat choose your paw as a pillow? And what do you do when a cat decides that he likes you even If you are a dog? Well, with some feline it’s not even worth talking about it: you sit still like a sphinx and he stands gently up on his rear paws and he rubs his little head under your chin purring. It’s really embarrassing. I swear, but it’s also evident (I’m a cultured dog), that facing such a showy trust you cannot react aggressively. It’s a sort of peaciful protest played out by my feline roommate to destroy the cliché according to which cats and dogs are the bitterst enemies, an evident stand-up of purrs and rubbings to overturn some old and overcome legends. Perhaps a stupid dog could misunderstand but surely not a clever, sensible border with his commonsense. I sit still, sometimes I flatten my ears backwards for embarrassment, but usually I do nothing, its called self-control.

Sometimes my human brother makes me play this game: I must sit still in front of a yummy trick untill he lets me eat it. He does it to teach me to resist to the primal impulse to eat, just in case I would – but I shouldn’t – gobble a poisoned morsel: oh, be sure!!

noi1I already train my self-control with the house cat who unilaterally decided to be my best friend. I must defend my dignity, but I cannot savage him: this is self-control to me!

Moreover Umi would not be happy If I would bite that peaciful furball. When the house cat (not vegan-pacifist) catches a lizard or a little bird Umi makes a ruckus to free it from his claws. What’s if there is a lizard less in the garden? But no, she starts a fight with the feline to take away the prey, and he, stupid, even makes the effort to bring it home. In short Umi doesn’t care about the food chain and therefore it’s better to give up; it can be useful to lick someone else’s bowl (Umi doesn’t know but I can reach it).  I personally like commonplaces, but I’m a good dog and therefore I conform. As a matter of fact there are two cats at home: one loves me the other is stupid. As puppies we chased eachother, now he ignores me like it should be, or he utters a plaintive meow which means let me in peace. And Who touches you? If I should strive for something it will always and only be for the bowl, the ball and the setee’s use… according to the priority order!

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Here is Umi, my uman mentor!

It’s said that dogs grew fond above all to one of their family’s members, but that’s not me! I’m a multi-human-lover. Maybe I still have a little crush on a particular human which I perfectly trained: he threw a ball exactly as I taught him, we didn’t fail a shot!

However I feel very selfconfident like all borders do, and I don’t disdain an agility race tubowith a good and beautiful handler because, I must say it, Umi, my present handler, is a little bumbling. She doesn’t run fast and she mistakes hand or foot! I come out of the tunnel at a supersonic speed, low tail, alert ears, ready to face the next obstacle… and my Umi points a jump, then she rethinks and gives me a short: “no, no, wait!” “It was an out”. What does a poor border have to do? He is trained to understand quickly, but what can he do if he has an handler who reads a whole pamphlet about street indications in dog sports??? What should I do? Should I stop and lick my paw? Or should I drink some water and take care of my personal hygiene?

Oh well, but Umi is Umi! Umi is a sweetheart, she is a free dreamer with a light inclination to break someone else balls. Yes, it’s true. She is determinated to bring me up: naive!
For she doesn’t want me to bark to the other dogs working on the obstacles things like: “I do it! I do it!” “Go away!”  “Let me in, I’m the best!”

Umi is a children’s writer and she cannot be anything else: she loves adventure, pirates, woods, cats and dogs. Umi does strange voices, she makes me and the house cats talk, and once she even gave voice to a centipede. Umi was her cubs’s joy, they grew up, I grew up but she still remains the same. TIMG_6632his is why I stay by her side and I’m her shadow. Dogs, when they can, remains where they are needed. As a matter of fact someone must keep her feet on the ground! Sometimes she is a little sad and she only wants to walk. She likes to walk everywhere and with any wheather: sun, snow, rain or wind! It happens, seldom but it happens, that we walk for hours joint by a long and slack leash but lost in our own thoughts. I sniff, study, mark the territory. I’m busy with my own dog business and she goes keeping her eyes to the ground even if she doesn’t look where she puts her feet. When we stop I invite her to play: I bow down, wag my tail, bark happily but nothing! So I let her quite: I know that shortly we will be happy again.

I want to rassure you about agility: nothing is lost!
You can say anything about my Umi and surely she hasn’t a high self-exteem: she knows she is a duffer and therefore she tries to find a solution. And the best solution would be my brother! I don’t add anything else but together we are very smart: like a Ferrari driven by John Lennon!!!

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I’m a lucky guy

OSSI was born in a beautiful cottage in the wood where I spent my time with 8 red, white and multicoloured brothers. My human mentor, from now on called “umi”, came to take me on a late autumn day (her beloved season), when the wood’s floor was completely covered by red and yellow leaves. It rained, the leaves shone like they were waxed and the sunlight gave them warm, bright and smelly reflections. Rows of vines and evergreen trees covered the hills and the landscape while I was looking out of our car’s window. I was not afraid, but leaving my brothers and the human Who helped me to come to the world made me a little bit nervous. I was full of trust in humans, like all the dogs growing among them.

As I arrived at my new home I met two cats Who were bigger than I. We sniffed eachother carefully and meaowed something like: “Ehi anotherone came in!” Then I met my two crazy human brothers and I played pulling the rope and biting: I liked them immediately.

Humans are obsessed by their den’s cleanness and put a kind of abortbent mat where you have to use as a “toilette”. Every time you do it they give you a treat. You can get a lot of them controlling carefully pee and poop.

The human Who helped me coming to the world advised my Umi I should not going up and down the stairs to prevent my bones from breaking. Therefore my umi built a wooden gate: such a beautiful piece of handwork! When my human family put it by the stairs I shouldn’t go up, we all looked at it proudly. When I went through the bars to look at it from above they all sat on the ground sadly but I still haven’t understood why…. they talked about wrong measures but they weren’t! The wood was so soft to gnaw… Thus Umi invented the human lift: to go up-or downstairs I took the first human passing by and I even got a treat! When you say the convenience!

At the very beginning Umi didn’t allow me to sit on the couch (growing up and with the right supports I solved this unfortunate situation) As she thought I wanted to get on to stay near her (she is so sweet) she sat on my pillow with me. It wasn’t bad to stick at her while she was working. She put her pc on her lap, writing and saying: “My next novel will be written by a dog” but I was not offended.

We stayed for hours on my pillow, I slept or chewed a bone while she wrote aloud. What does it mean? See you next time!