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Merry Christmas & Happy New Year!

WP_20151220_022Ecco i nostri auguri!

Auguro a tutti un sorriso e spero di regalarvelo con una poesia in dialetto romanesco di Trilussa poiché l’umanità pare non cambiare mai! Un pensiero caro soprattutto agli amici che in questo momento necessitano di cure mediche e a quelli che soffrono anche solo un pochino.
Un sorriso a tutti poiché, come il riso, fa “buon sangue”!

Buon Natale 2015 e 

Felice Anno Nuovo 2016!

Ma… a Natale regaliamo un libro!

Il vetrina con il mitico sorriso di Brik il mio “Come conchiglie sulla spiaggia” con le poesie di Roberta Lipparini e le illustrazioni di Erika De Pieri per le Edizioni Paoline.

fiutconcUna storia delicata e avventurosa che racconta però di alcuni bambini costretti a lavorare per assemblare giocattoli di contrabbando. Poniamo l’attenzione su una realtà terribile come il lavoro minorile, attraverso gli occhi di Toni, una bambina pestifera!

Ecco il video di presentazione del libro!

Per gli altri miei libri vi rimando a I libri della Umi

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I libri camminano da soli

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I bei libri hanno gambe proprie e non hanno data di scadenza.

Ho incontrato un libraio e abbiamo cominciato a parlare di un mio libro e di come lui lo avesse portato nelle scuole e avesse parlato ai ragazzi attraverso le pagine. Io ascolto affascinata e commossa ogni volta che qualcuno entra in un mio romanzo e me ne parla. Ho la certezza solo in quei momenti di aver lanciato un’emozione come fosse un sasso in uno stagno, di aver prodotto qualcosa di vitale che ha generato cerchi concentrici attorno a una storia.

Di questi tempi, spesso i libri sono accompagnati dall’autore e portati per mano. Alle volte non si capisce bene se sia per la vanità di esibirsi dello scrittore, per una forma d’intrattenimento sociale o per una vera necessità di marketing.

Quando si tratta di promozione alla lettura tra i ragazzi, gli autori possono avere un gran peso poiché è opinione comune che i giovani non leggano. Quando mi chiamano nelle scuole, VOLO a parlare di libri e della passione per la lettura, ma la soddisfazione più grande arriva quando capisco che una mia storia si è fatta largo da sola tra le emozioni del lettore. Perché un libro, se è un buon libro, vive da solo e a lungo.

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P.S. … vabbè può anche capitare che il Mostro Fuori Catalogo ci metta lo zampino e potremmo discute su quando dura “a lungo”, ma queste sono altre storie!

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CINEMATOGRAPHE LUMIERE

WP_20150829_10_48_04_ProPer me viaggiare è un bisogno, una necessità vitale… e credo che al giovane Brik piaccia accompagnarmi! Viaggiare con i libri, i film, a piedi o nel tempo.

Sulla costa francese, tra Tolone e Marsiglia, c’è un paese dove si trasferì Antoine Lumière, il padre di Auguste e Louis, e c’è un cinema: il cinema Eden, il primo della storia. La prima proiezione a pagamento per 33 spettatori, come scrivono i manuali, avvenne a Parigi nel Salone Indiano (oggi al suo posto c’è un hotel e un parcheggio) annesso al Grand Caffè su Boulevard Des Capucines, nel dicembre del 1895, ma qualche mese prima i fratelli Lumière proiettarono gratuitamente per amici e parenti “L’arrivo del treno alla stazione di La Ciotat” nel cinema Eden. Distrutta, restaurata fedelmente con coraggio e passione e riaperta nel 2013,  quella sala cinematografica parla di sé. Le foto antiche e i fotogrammi di una proiezione in bianco e nero riportano indietro nel tempo. La cordialità spontanea della giovane donna che ci accompagna all’interno del cinema Eden annulla le barriere mentre comunichiamo un po’ in francese, un po’ in inglese, un po’ con quei sorrisi che affiatano e narrano passionidaspo 2015 comuni. I luoghi, poi, parlano da soli, basta saper ascoltare. Anche quella sala rossa racconta: le foto che la ritraggono diroccata rattristano e i proiettori d’epoca cancellano più d’un secolo di tecnologia. Della settima arte percepiamo il fascino degli inizi, la scommessa del brevetto Lumière e le multisala dolby surround ci paiono fantascienza. “L’arrivo del treno alla stazione di La Ciotat”, girato nella stazione a qualche centinaia di metri dal cinema e non troppo cambiata, scorre nella testa: sorridiamo davanti allo sgomento degli spettatori di allora; immaginiamo i loro volti stupefatti nel vedersi venire incontro la locomotiva nera (da notare l’inquadratura angolata che dà profondità alla scena).

E’ così, mentre alcuni distruggono, altri ricostruiscono con passione piccoli fotogrammi del passato e tutti noi non possiamo che essere loro grati.

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Site de L’Eden Théatre

 

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Canine English Version!

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Brik è un border collie e non poteva tradire le sue origini… quindi ha deciso che il suo blog avrà una Canine English Version!

Being a Border collie, Brik couldn’t ignore his origins and therefore decided to have also a Canine English Version of his blog.

 

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Orma Rossa

Cureranno le traduzioni dei suoi articoli la freelance Gingerbell Orma Rossa e la sua assistente Gingerbell Glen Grant.

Freelance Gingerbell Orma Rossa and her assistant Gingerbel Glen Grant will translate his articles.

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Glen Grant

 

 

 

 

 

Alla tastiera del pc per loro, l’umana di riferimento Anna, alla quale va un caloroso benvenuto!

On behalf of Orma&Glen Anna, their human mentor, will be at the pc keyboard… welcome on board!!!

 

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come fare gli auguri senza mentire

 

Come faccio a fare gli auguri di buon Natale?

(Ascoltate e continuate a leggere 🙂 )

“It’s not time to make a change – Just relax, take it easy”

BORDER PANETTONE

Una volta si poteva festeggiare perché non si sapeva nulla, il mondo era piccolo intorno a noi. Nelle difficoltà ci si univa e ci si aiutava, c’erano le chiavi sulla porta di casa, ci si conosceva tutti o quasi. Eravamo un solo panettone pieno di uvetta e canditi.

“You’re still young, that’s your fault – There’s so much you have to know”

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I bambini, loro sì, possono festeggiare, loro vivono un mondo bambino. Possono sognare e ignorare: non sanno ancora tutto. Vivono nel pandoro soffice e spolverato di zucchero a velo.

“All the times that I’ve cried – Keeping all the things I knew inside – And it’s hard, but -it’s harder – To ignore it”

Io, adulta, come faccio a festeggiare ignorando la morte di tanti rFoto0280agazzini, la schiavitù e la violenza sulle donne e sulle bambine? Le mutilazioni e le feroci morti inutili? Come posso ignorare esseri viventi ingabbiati, torturati, divorati senza pensare al loro cuore che batteva, ai loro occhi che nascondevano paura e rassegnazione, al loro essere nati, senza saperlo, solo per essere consumati. Nessun ciclo della vita per alcuni. Niente etica nella morte, niente dignità tra gli uomini. Che faccio: addobbo l’albero? Siamo torrone incenerito, carbone amaro e polveroso.

“Find a girl, settle down – If you want, you can marry – Look at me, I am old – But I’m happy “

Eppure è Natale, non si può dimenticare. La natalità è la scintilla dBryceella creazione che assomiglia a quella dell’immaginazione. E ci vuole immaginazione per una vita che si rinnova instancabile, nonostante tutto, negli esseri umani, negli animali, negli alberi e nei fiori. Né padri, né madri, indiscriminatamente siamo tutti genitori di semi di stelle luminose oppure oscure. Tanti doni in uno: la vita che è colostro al sapore di vino moscato.

“I was once like you are now – And I know that it’s not easy”

Ho fatto nascere le mie stelle, le ho allevate a tè, latte e buone parole, spostate di tana in tana trattenendole peFoto0663r la collottola per non far loro del male e adesso vanno e sono meravigliose, scaldano il cuore. E non è tutto: alcune mi scodinzolano attorno, altre fanno nido sul mio grembo con fiducia, altre saziano lo sguardo, verdi e legnose o esili e profumate.

 

“To be calm when you’ve found – Something going on – But take your time, think a lot”

Solo la vita posso festeggiare, ogni giorno e ogni Natale, il bambino che non è ancora nato, un fiore che non s’è seccato, un randagio sottratto alla fame, un sogno a qualcuno regalato. Piccoli morsi natalizi possono saziare e solo pensando in PICCOLO posso festeggiare: panforte e pasta di mandorle!

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Buon Natale dalla Umi e dal Brik

…auguri sinceri di Buona Vita, quindi, sulle note di “Father and Son” di Cat Stevens, a tutti gli esseri viventi a due e a quattro zampe, con radici oppure no.

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scortecciando…

La fauna umana è curiosa.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Ad esempio in estate nei paesi montani s’incontrano vip un po’ incoscienti con cani giganti.

Poi ci sono quelli che salgono in montagna in funivia, che non vanno oltre e senza sporcarsi gli scarponcini da trekking danno da mangiare ai gestori dei rifugi (rifugio suona meglio di ristorante e sa di vacanza) e manco scendono a piedi nel bosco! (…magari la signora dell’articolo precedente aveva ragione che da lì passano in pochi!)

il brik ha deciso di scortecciare il nostro prossimo albero di natale
il brik ha deciso di scortecciare il nostro prossimo albero di Natale

Poi ci sono i residenti, i montanari un po’ ruvidi non ancora avvezzi al turismo, quelli come l’anziano boscaiolo che abbiamo incontrato su un sentiero forestale. Un sentiero solitario e bellissimo perché tutti salgono fino alla malga per la stradina carreggiabile a piedi o in pulmino. L’anziano pensionato stava scortecciando un albero con la motosega (!), ma si è interrotto per lasciarci passare e si è quasi stupito di trovarci lì. Ha fatto una pausa per riposare un po’ e per raccontarci che molti di quei sentieri li aveva tracciati lui, ex-forestale. Poi ha spiegato che il suo superiore raccomandava di non fare come quelli del CAI, che tracciano in perpendicolare su verso la cima, ma insisteva tanto nel volere sul sentiero anche il nonno con il nipotino per mano. Quindi i sentieri dovevano andar su dolcemente perché chi sale possa guardarsi attorno e assaporare il bosco. Con simpatia e un pizzico di pudore ci ha confessato pure di chiamarsi Pino! Io e il fratello umano del brik lo abbiamo ascoltato con piacere mentre il border risposava sdraiato in una pozzanghera (aveva piovuto!). Un incontro speciale di chiacchiere nel bosco che ci ha regalato qualche briciola di vita vissuta al sapore aspro di montagna. Pino neanche sospettava di aver incontrato una mangiatrice di storie come me!

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E poi, tornando in argomento, c’è un tipo di camminatori, quelli poco seri, tra cui siamo anche noi,  con l’attrezzatura costruita negli anni e quindi non alla moda, con gli scarponi usatissimi (“… perché solo quelli vecchi sono buoni per camminare a lungo” – permettete l’autocitazione dal mio “Invisibile”), un cane al fianco e la curiosità di scoprire silenzi e profumi, vette e cielo, per cercare quel che resta della nostra umanità nel bosco e tra i monti.

Giuli