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…prendere con eleganza

( English Version: The-importance-of-stealing-smartly )

Dunque, io sono un border collie. Un cane da gregge. Raduno le pecore sulle lande scozzesi, corro con la coOLYMPUS DIGITAL CAMERAda bassa, il corpo proteso in avanti e gli occhi attenti. Nulla mi sfugge e al fischio del pastore parto come una saetta. Questo dicono di me e questo c’è scritto nel mio DNA. Non tutti i border collie lavorano in Scozia con le pecore, alcuni di noi sono atleti eccellenti o volontari nella Protezione Civile, nel Regno Unito ma anche in altre nazioni.

A me è toccata la Umi.

Non sarà proprio una calamità naturale ma è un bell’impegno e mi tocca fare anche la parte del cane da guardia (che per un border è avvilente). La Umi è un’attaccabrighe. Al parco se un umano disattento lascia che il suo quadrupede sporchi, lei attacca come un rottweiler. E non se la prende mai coi padroni dei cani piccoli, m’è toccato vedermela con un pastore tedesco a pelo lungo. Vebbè, comunque m’è bastato abbaiargli che gli staccavo la pelliccia a morsi e sputavo i peli intrecciati come il cappello di Davy Crockett e quello s’è messo calmo. I cani non sono border.  Poi devo procacciarmi il cibo e quindi lasciare che il mio fratello umano mi insegni dei tricks (cioè dei giochini scemi)… sto imparando “sbam”: sdraiarmi di colpo come se fossi morto. Calcolo di farmi fuori un paio di buste di wurstel, che lui usa a tocchetti come rinforzo positivo, prima di concedergli uno “sbam” perfetto. Comunque, in materia di cibo bisogna affidarsi alla nonna che sarà pure un’anguilla filogatta, ma è molto saggia. Mentre la Umi preparava il formaggio sul tagliere per guarnire la pizza io lo fiutavo. Lo fiutavo e sbavavo. Che ci posso fare se sono un pecoraio? Per un grosso pezzo di caciotta farei uno “sbam” al primo colpo. Insomma fiutavo il caprino sardo che era a un centimetro dal mio naso al limite della tavola e la OLYMPUS DIGITAL CAMERAUmi ha detto: “ E’ un bravo cane non lo ruberebbe mai” (illusa, tsè) e la nonna ha replicato: “Lui è un cane di famiglia (sì,certo che lo sono), non pensa di rubarlo ma di prenderlo e basta (non sono un ladro, eh). Mettiti nella sua testa di border (mah, difficile elevarsi a tanto): il cibo è del branco, come tuo figlio apre il frigo per prendersi una coke, lui si prenderebbe il formaggio.” Ecco: la amo anche se è filogatta. Io non ho i pollici opponibili per afferrare la maniglia del frigo ma la mandibola opponibile per il cacio ce l’ho e non è rubare ma prendere con eleganza!

 

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la cagnina

Detesto quelli o quelle che entrano nell’area cani e si attaccano al cellulare. Loro chiacchierano e il cane pascola e si annoia.

Stamani entriamFoto0257o il brik e io e una cagnina con cappottino fashion si avvicina per avere la nostra attenzione. Mi sposto per non farmi i cavoli della sua padrona che chiacchiera da-sola-ad-alta-voce col cellulare in tasca e gli auricolari nelle orecchie, ma non c’è nulla da fare quella passeggia e io conoscerò i particolari. Bryce dà alla cagnina un’annusata davanti e due dietro e decide che al momento non è di suo gusto, quindi viene a giocare con me. La bestiola lo segue e a quel punto io dovrei intrattenere entrambi i cani. La guardo, io e Bryce la guardiamo, lui la fissa con i suoi occhi gialli. Se dovessi tradurre quello che leggo nel suo sguardo suonerebbe più o meno così: “Cagnina, sai cosa farei io? Appena lo molla, lo sgranocchierei quel cellulare! Già, non ce la fai con quei dentini, povera cagnina. Allora pisciaci sopra, vedrai con una bella pisciata lo disintegri il cell, lei non ci parla più e viene a giocare con te!”

Sai che ti dico cagnina? Sono d’accordo col brik.

 

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…buongiorno :)

Alle 6:01 suona la mia sveglia. E’ un modellino touch, ma invece del tocco serve una bella sventola! (Se si placasse con un touch sarebbe inutile.) Quindi la mano fa scattare l’interruttore della lampada da comodino, ma gli occhi rimangono chiusi. Sono chiusi eppure avvertono una strana presenza, qualcuno mi osserva da molto vicino. Apro un occhio e mi ritrovo un grosso tartufo nero di border a un centimetro dal naso, apro anche l’altro occhio e metto a fuoco due tondeggianti pietruzze color ambra che studiano il mio viso e due orecchie a parabola orientate su di me pronte a raccogliere ogni respiro, ogni minimo movimento dei muscoli facciali che confermino il risveglio. Una spolverata di coda sul comodino annuncia che ha capito: se hai gli occhi aperti, non dormi!OLYMPUS DIGITAL CAMERA

E lì, me la gioco con la prontezza di riflessi: mezza scivolata, avvitamento e poi zac a sedere sul letto. Le cose sono due: o ho evitato la lavata di faccia che potrebbe arrivare prima di raggiungere il lavandino del bagno oppure rimango bloccata col colpo della strega e non avrò bisogno del latte detergente a risciacquo. (La lingua dei border ricorda il panno caldo dei barbieri di una volta ma è meno profumata.) Nella migliore delle ipotesi, dopo le coccole del caso e la grattata sulla pancia che tonifica il border prima dello stretching mattutino, mi alzo e insieme andiamo a svegliare i ragazzi. Dalla loro oscura dimora arrivano lamentazioni varie e il border trotterella giù in cucina, io lo seguo. Appena Bryce si siede composto davanti alla sua ciotola in paziente attesa arriva giù dalla mansarda anche Indiana Jones miagolando il suo buongiorno e si piazza sulla sedia. Non siamo al completo. Tiro su la tapparella ed ecco l’altro felino di nome Salvador Dalì, lui fino a che la temperatura non scende sotto i cinque gradi, dorme fuori. (Potrebbe entrare, sia chiaro, siamo forniti di bascula per gatti dalla quale è possibile accedere con topi, lucertole o a-mici vari.) Lui si presenta sempre con un miagolio lamentoso. Come quando incontri qualcuno, lo saluti cordialmente ma quello risponde con una litania: “Ho i diverticoli in disordine, mi sono sbocciate le emorroidi e sono esplosi l’herpes oculare e la colite spastica per colpa dell’artrite cronica!”. Ecco, lui è più sintetico e garantisce che una bella panciata mattutina cura ogni malattia. E finalmente siamo tutti in plancia di comando e possiamo fare colazione: il pasto più gustoso della giornata! Crocchette light, senior, grain-free… e biscotti, tè al miele o nero, latte, spremuta dFoto0124i pompelmo o arancia, pane tostato integrale e biologico con marmellate varie e, se è sopravvissuta dal giorno prima, anche torta di mele!

Buona giornata!

Giuli

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Ehi ho!

Convivere con un cane da lavoro può avere dei momenti critici. I border collie sono cani da lavoro, allevati negli anni per governare greggi di pecore nelle lande scozzesi. Cani intelligenti e coraggiosi. Alcuni non hanno le lande scozzesi per lavorare ma la capacità di adattamento e d’interazione di questi animali è sorprendente.

Quaranta metri quadri di giardino non sono esattamente delle lande e tre umani non sono un gregge, ciò nonostante il brik si è alzato e…                                                                  dopo un po’ di stretching OLYMPUS DIGITAL CAMERA

ha tirato fuori dal recinto le sue pecore,

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ha stabilito quali piante fossero da spostare,

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e ha vigilato sul lavoro di giardinaggio con la giusta attenzione.

 

Border-Brik non è mai inutile: può scavare delle buche del diametro giusto esattamente dove NON devi piantare nulla; rubarti il rastrello perché è fatto d’ottimo legno; uscire dal cancello aperto per andare a discutere con i cani dei vicini proprio mentre tu sei in bilico sulla scala per potare l’ultimo inarrivabile tralcio.

Ovviamente quando le pecore sono rientrate all’ovile, il border chiederà il suo compenso: vorrà sfruttare quel giardino pulito per giocare a tirare la corda, rincorrere la pallina o per eseguire gli esercizi più difficili con l’incentivo dei più gustosi bocconcini. LUI ha lavorato, quindi esige il pagamento e se tu sei stanco non ha importanza. LUI eseguirà azioni di stalking scovandoti ovunque tu ti nasconda… sentirai i suoi unghioli zampettare fin sulle scale della mansarda dove giungerà con la pallina in bocca per invitarti a fare quattro tiri oppure ti sorprenderà in bagno dove, nudo, stai per entrare in doccia e ruberà la corda dell’accappatoio perché è un’ideale fune da trazione. In ultimo se ti ti scoverà disteso sul divano mentre stai cercando di ritrovare le forze, ti leccherà un piede con coscienza e perseveranza erodendo le tue difese a poco a poco con quella tortura da lingua umidiccia che ti farà urlare infuriato prima che arrivi al polpaccio.

Quindi in risposta alle tue grida esasperate se ne andrà a sdraiarsi sul tappeto, con il muso appoggiato sulle zampe incrociate, gli occhi chiusi e l’aria offesa di chi è stato mortificato fin nel profondo del suo animo. Chi ha dato tutto e non ha ricevuto nulla.

Allora tu cederai. Raccoglierai quel che resta delle tue forze e giocherai col border… lo farai in preda a un lieve senso di colpa che si trasformerà velocemente in un sorriso divertito perchè, come-sai-ma-avevi-momentaneamente-dimenticato, nulla è più rivitalizzante di qualche momento di gioco con un border allegro e felice. Occhi ridenti, lingua penzoloni e una sola filosofia di vita: ama e gioca!

Giuli

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sono scivolato sul profumo di banana

Scivolo, sguscio ma le unghie delle zampe non hanno presa sulla ceramica. Le orecchie sono appiattite all’indietro che sembra non le abbia per niente e il mio sguardo è perso nel vuoto: so che non riuscirò a scappare eppure ci provo. Cercano di blandirmi con parole dolci ma non hanno nessuna intenzione di mollarmi. Mi alzo sulle zampe posteriori arrampicandomi con quelle anteriori sull’umana che mi bracca. Quella lancia un urlo e riesco a evadere, l’altro traditore perde l’equilibrio e finisce a terra e io sono libero ma non del tutto perché la porta è chiusa. Qualcuno mi agguanta per la collottola e mi sbatte di nuovo dentro.

Mi sveglio: sono nella mia cuccia e la doccia me l’hanno già fatta ieri, quello di oggi era solo un incubo. Ecchecavolo!!! … se avessi amato l’acqua nascevo foca no?

 

puzza

La Umi lava qualunque cosa le capiti sottomano in questo periodo e le sono capitato io! Però ho lasciato un servizietto nel bagno: nella fuga ho sparso sapone per cani alla banana (ALLA BANANA? MA SI PUO’?) ovunque e ovunque ho lasciato peli e pozze d’acqua. Ci penserà due volte prima di lavarmi ancora, la fetente con la mania del pelo profumato. Chi mi ha tradito davvero è il fratello umano: da lui non me lo sarei aspettato! Adesso te li scordi i tuoi giochini: sotto, otto, sali, gira… ti arrangi e la prossima volta ti prendi una scimmia che con la banana ci sta pure bene!     Brik

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Dopo-bagno!
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elmo e corazza

Era stata una giornata faticosa in montagna, eravamo partiti presto e per non adoperare la macchina eravamo andati a piedi da Pozza di Fassa a Vigo per prendere la funivia. (No, non c’era nessun antico vaso da recuperare… ) In alto poi avevamo fatto un bellissimo percorso in cresta e quindi la discesa verso Pozza.

brik in quota
brik in quota

Alla fine dell’ultimo sentiero, lì dove cominciano le case del paese che avremmo dovuto attraversare per arrivare al campeggio nel bosco, camminavamo in silenzio. Era stata un’esperienza bella (di dieci ore, tra cammino e pause) ma faticosa e Bryce procedeva senza tirare con il suo passo elastico da border e la testa bassa di chi deve finire un lavoro.

 

interlocutrice del brik (foto di Stefano S.)
interlocutrice del brik (foto di Stefano S.)

 

Già: mi aveva tenuto su in cordata, aveva dialogato con le marmotte, abbaiato alle mucche moleste e ovviamente provato il brivido della funivia.

 

 

Era agganciato alla cintura e io avevo un passo rilassato. Avevamo appena imboccato una delle tre viuzze indicate per arrivare al centro del paese, quando sulla grande terrazza di una casa, senza ringhiera o protezione, apparvero due alani: uno bianco femmina e  uno nero maschio. Fu una questione di secondi alzare lo sguardo, sia io che Bryce, e vedere quelle due enormi statue di cane che ci fissavano. Procedere o fermarsi? Credo che Bryce abbia deciso di fermarsi, ha abbassato le orecchie e immobilizzato la coda, ma in quegli istanti d’indecisione l’alano maschio gli si è gettato addosso. Il border era in una posizione difficile: era agganciato al guinzaglio e non riuscivo a staccarlo. L’ho sentito ringhiare con tono basso e l’ho visto rimanere abbastanza fermo cercando di parare i colpi dell’alano che lo sovrastava. Ho messo tra loro la mia bacchetta da cammino e il fratello umano del brik, d’istinto ha cercato d’afferrarlo per la pettorina, senza riuscirci per fortuna. Una donna è uscita dalla casa richiamata dal trambusto e al secondo “resta, Elmo” l’alano maschio si è fermato. La femmina non si era mossa. Con titubanza Elmo è “tornato” dalla padrona senza spostare lo sguardo dal brik. “Non deve lasciare i cani liberi” ho urlato, mentre tastavo Bryce per vedere se fosse ferito. Il border rimaneva immobile e ringhiava con un vibrare profondo e sordo ma le orecchie erano appiattite all’indietro e la coda era bassa. Era bene impiastrato di bava di alano su un fianco ma non parevano esserci danni. La donna rispose: “ Sono buonissimi: giocano con gli altri cani! (sì, come i gatti con le lucertole) … e poi di qui non passa mai nessuno! (certo ad agosto in val di Fassa sui sentieri non si vede un’anima)” Mio figlio, però, aveva le mani sporche di sangue. “ Gli alani hanno i brufoli nell’interno delle labbra, Elmo ne ha uno aperto: il sangue verrà da lì! ” continuò la donna come se trovarsi sangue di brufolo di alano sulle mani fosse la cosa più salutare del mondo. “Il ragazzo ha le vaccinazioni?” domandò la donna e io ribattei:  “…e il cane ha le vaccinazioni?”. Il fratello umano del brik nel cercare di afferrarne la pettorina aveva scalzato l’unghia del pollice, ci spostiammo verso una fontana, ci ripulimmo e disinfettammo tutti. (Avevo l’occorrente nello zaino.)

Sono tornata il giorno dopo a fotografare il libretto sanitario di Elmo e a prendere i dati della signora. I suoi cani parevano super sani e in regola con tutto quello che un cane di buona famiglia e di buona genealogia deve avere in regola. Gareggiavano e accudivano i nipotini della signora che era nella sua casa delle vacanze.

Bryce era stato preso alla sprovvista dall’alano e da quel giorno è evidentemente timoroso con i cani di grossa taglia: abbaia loro e vuole attaccar briga per primo a meno che quelli non diano chiari e immediati segni di sottomissione. Rimango dell’opinione che Bryce sia davvero un cane saggio, anche se non sembrerebbe. Non potendo scappare ha amministrato con fermezza una situazione pericolosa. Se avessi potuto leggere i suoi pensieri in quel difficile momento, avrei letto qualcosa del genere: “Non sono un codardo ma non ti provoco. Non perdo la posizione, gigante bavoso, e mi carico di rabbia, semmai dovessi farlo venderò cara la pelliccia… … … ma sono certo che non arriveremo a tanto e se aprissimo un tavolo di trattative? ”

Concludo con le parole del fratello umano del brik che nei momenti difficili conserva la sua simpatica ironia: “Ma se lui è Elmo, lei che è femmina di nome fa Corazza?”

quel diavolo del brik (foto di Stefano S.)
quel diavolo del brik (foto di Stefano S.)

Giuli

 

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Ti presento i gatti di casa? Parliamone!

noiCosa fai quando un gatto sceglie la tua zampa come cuscino? E cosa fai quando un gatto decide che gli piaci nonostante tu sia un cane? Ecco, con certi felini è inutile discutere: tu stai fermo come una sfinge e lui si alza delicatamente sulle zampe posteriori e strofina la sua testolina sotto il tuo mento facendo le fusa. E’ imbarazzante, lo garantisco, ma è anche lapalissiano (sono un cane colto) che di fronte a tanta ostentata fiducia non si possa reagire con atteggiamento aggressivo. E’ una specie di protesta pacifista messa in atto dal mio coinquilino felino per lo scardinamento dei luoghi comuni in cui cani e gatti sono acerrimi nemici, un ostentato stand-up di struscio e fusa per il ribaltamento delle vecchie superate leggende. Forse un cane stupido potrebbe fraintendere ma non un border intelligente, sensibile e di buonsenso. Rimango immobile, alle volte appiattisco le orecchie all’indietro per l’imbarazzo ma di solito non faccio nulla. Lo chiamano autocontrollo e ogni tanto mio fratello umano mi fa un giochino nel quale devo rimanere immobile davanti a un succulento bocconcino fino a quando lui non mi dà il permesso di papparmelo. Lo fa per insegnarmi a resiste all’impulso primario di mangiare, nel caso volessi-ma-non-dovessi ingoiare un eventuale boccone avvelenato: sì, ciao, buonanotte! Il mio autocontrollo lo esercito con il gatto di casa che ha deciso unilateralmnoi1ente di essermi amico del cuore. Ho un dignità da difendere, ma non posso sbranarlo: questo, per me, si chiama autocontrollo! E poi la Umi non la prederebbe bene se addentassi quella palla di pelo pacifista. Quando il gatto di casa (pacifista-non-vegano) cattura una lucertola o un uccellino la Umi fa un putiferio per liberarlo dai suoi artigli. Che sarà mai una lucertola in meno in giardino? Ma lei no, ingaggia una lotta con il felino per requisire la preda e quello, scemo, spesso fa pure la fatica di portarsela dentro casa. Insomma la Uni della catena alimentare se ne infischia e quindi è meglio soprassedere, che può anche tornar utile una leccata alla ciotola altrui ogni tanto (la Umi non lo sa ma io ci arrivo). Quindi personalmente i luoghi comuni mi stanno benissimo, ma di natura sono un buono e quindi mi adeguo, tant’è che di felini in casa ce ne sono due: uno mi ama e l’altro è fesso. Da cuccioli giocavamo a inseguirci con il fesso, adesso m’ignora com’è giusto che sia o al massimo mi lancia addosso un miagolio lamentoso che vuol dire lasciami in pace. E chi ti tocca? Se devo battermi per qualcosa sarà sempre e solo per la ciotola, la pallina e lo sfruttamento dei divani… nell’ordine di priorità!

Bry

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Umi, mi sono perso la nonna!

Con Bryce e la nonna vado in un grande negozio di articoli da campeggio.

Bryce è bravissimo nei luoghi pubblici e mi segue tranquillo ma con noi c’è la nonna. Per il brik qualunque numero oltre l’uno costituisce un gregge e quindi abbandona l’aria distratta e, visto che io sono al guinzaglio, si concentra sulla nonna. Ci avviciniamo tutti insieme al banco dove la commessa sta spiegando a un grosso signore lo smontaggio della Quechua 2seconds che, diciamocelo, non è cosa per tutti. Non intervengo, ma per chiudere la 2seconds o porti in vacanza con te la ragazza tutorial Quechua oppure hai bisogno di un colpo di fortuna, e in quel caso sei solo in piazzola. Diversamente quando lotti senza successo per trasformare un cerchio flessibile con diametro 50cm in due di 25cm, hai sempre alla tua destra un camper extra-lusso con l’equipaggio che sorseggia l’aperitivo guardandoti e alla tua sinistra uno di quei campeggiatori tedeschi che monta perfettamente una tenda a tunnel 8 posti di notte, sotto la pioggia, con la lampada frontale e a piedi scalzi. Non divaghiamo, comunque.

Mentre aspetto pazientemente, il brik all’improvviso salta su 4 zampe perché non vede più la nonna. Lancia un abbaio di allerta che sfida il punto di crepatura delle vetrate. M’irrigidisco e lo seguo alla ricerca della dispersa perché non sopporterei un secondo ululato. Slalom tra le corsie, coda alta, salto del wc chimico in esposizione, sguardo attento… dov’è la nonna? Non trovo la nonna!protesta Abbiamo perso la nonna? M’innervosisco al secondo richiamo alle armi del brik, mentre da dietro il reparto fornelletti a gas spunta la nonna. “Fai star zitto quel cane” dice lei, “Cercava te”, rispondo io. Sbuffo: una da libri, gatti, gelato e hotel a 5 stelle perchè se ne va in giro tra i wc chimici, le stoviglie in plastica e gli sgabelli da pescatore? Ma si sa, la curiosità è nonna. Ricompattiamo il gruppo e mentre il signore ancora medita sul catalogo Quechua, chiedo alla commessa quello che mi serve. Sto pagando e mi viene la pelle d’oca quando sento la nonna ululare: “Mi sta leccando la borsa!” Mi giro di scatto e la vedo allontanarsi inorridita dal brik che rinfodera prontamente la lingua. Sorrido alla commessa e mi avvio all’uscita a passo veloce, ma la nonna non ci segue. Esco, mi volto e la vedo arrivare al fianco del signore di prima che stringe la sua nuova 2seconds rossa e la sento dire: “Sa, il cane di mia figlia mi ha leccato la borsa” mentre con un fazzolettino di carta pulisce la piccola tracolla color panna abbinata alle scarpe e alla giacca di lino. Il grosso signore fa una faccia strana, non si sa se ancora abbia dubbi sullo smontaggio, oppure sia disorientato dal cane lecca-borse. Il brik si siede più tranquillo, poi mi guarda, abbassa le orecchie e protende il muso verso di me. Pare volermi dire: “… era per seguirla meglio, per metterle addosso il mio odore”. Lo accarezzo sul capo e mormoro “Capisco, capisco”.

Giuli

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Sono un cane fortunato

OSSSono nato in una bella casa in un bosco e stavo in un box con otto fratelli di latte rossi, bianchi e maculati di tanti colori. La mia umana di riferimento, che per semplicità da adesso in poi chiamerò “Umi”, venne a prendermi un giorno d’autunno inoltrato (la sua stagione preferita) quando per terra nel bosco c’era un pavimento di foglie rosse e gialle. Aveva piovuto, le foglie erano lucide come fossero state trattate con la cera e i pochi raggi di sole le accendevano di riflessi caldi, luminosi e odorosi. Filari di vite e alberi sempreverdi riempivano le colline e il paesaggio, mentre in braccio alla Umi guardavo fuori dal finestrino della nostra auto. Non avevo paura, ma lasciare i miei fratelli e l’umana che mi aveva aiutato a nascere, un po’ m’intimoriva. Ero pieno di fiducia negli umani come tutti noi cani quando nasciamo tra loro, tra voi.

Arrivato nella mia nuova casa incontrai due gatti grossi più di me, ci annusammo con cautela e loro miagolarono qualcosa del tipo: ne è arrivato un altro! Poi conobbi i miei due matti fratelli bipedi e giocai a morsi e a tirare la corda e loro mi piacquero tantissimo subito!

Gli umani sono fissati con l’igiene della tana e mettono una specie di tappeto assorbente dove devi sporcare. Ogni volta che la fai lì, ti danno un croccantino per premio. Dosando bene le pipì e le cacche si fanno delle gran panciate.

L’umana che mi ha fatto nascere si era raccomandata di non farmi salire e scendere le scale per una questione di ossa e la Umi costruì, allora, un cancello di legno: un bellissimo lavoro artigianale! Quando lei e i fratelli lo posizionarono davanti alla scala della nostra casa (che io non dovevo assolutamente salire) lo ammirammo tutti molto soddisfatti. Poi quando con abilità passai tra le sbarre per ben guardarlo dall’alto dei gradini, tutti si sedettero per terra avviliti e ancora oggi me ne domando il perché. Parlavano di misure sbagliate, ma non lo erano affatto: il legno era morbido al punto giusto per farsi i denti! Quindi la Umi inventò l’ascensore umano, cioè per scendere e salire prendevo il primo umano che passava e beccavo pure un croccantino. Quando si dice la comodità, eh.

La Umi sulle prime non mi lasciva montare sui divani (poi crescendo e con i giusti appoggi ho risolto questa incresciosa questione), allora, siccome pensava che volessi montarci solo per starle vicina (dolcissima lei) veniva a sedersi con me sul mio cuscinone-cuccia. La cosa non mi era sgradita, era bello appiccicarsi addosso a lei mentre lavorava. Si appoggiava il PC portatile sulle ginocchia e scriveva e rideva e diceva “il mio prossimo romanzo sarà scritto da cani”. Non la considerai un’offesa e così ce ne restavamo ore lì, tutti e due in cuccia, io a dormire o masticare l’osso e lei a “scrivere ad alta voce”. Cosa vuol dire? …Alla prossima!

Bry

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…anatomia e quotazione delle feci!

Foto0295Non volevo iniziare così questo blog, ma poi al parco dove vado al mattino con Bryce è arrivata lei… . Noi giochiamo con la pallina sul prato, non sarebbe consentito ma l’area cani è un campo minato. Lei ha uno stacco di coscia stile collo-di-giraffa, il tacco dodici e la gonnellina raso-natica e libera dal guinzaglio un allegro meticcio. Lo seguo con la coda dell’occhio ma quello si fa i fatti suoi e Bryce pure. Stacco di Coscia richiama il suo cane, Tex, che la ignora e lei si fa prendere dall’ansia. Di proseguire lungo il viale del parco per recuperarlo non se ne parla nemmeno, d’altra parte gli arnesi che porta ai piedi le rendono la vita difficile. L’allegro Tex si posiziona per espletare un bisognino e tutta l’invidia covata negli ultimi dieci fastidiosi minuti emerge ben mascherata dietro la facciata da paladina della raccolta delle feci e da attivista della confraternita delle Suole Pulite. Alzo un dito minaccioso e richiamo all’ordine Stacco di Coscia. Lei mi guarda e intraprende una faticosa passerella fino alla cacca di Tex, si china graziosamente e con un Kleenex raccatta il bisognino. La fisso pronta a pontificare che il cane non si deve lasciare libero (come se il mio fosse legato) e che le feci vanno raccolte, ma lei mi sorride. Ha bel faccino acqua e sapone e un’allegria contagiosa come quella del suo cane, capisco subito che mi è inevitabilmente simpatica. Maledizione. Chiacchieriamo per qualche minuto mentre il brik mastica la palla e Tex finisce di farsi i fatti suoi e poi se ne vanno. Guardo il brik che sicuramente alla sua maniera di cane ride di me, femminista invidiosa di uno stacco di coscia! Il suo pensiero in tutta questa faccenda sarà sicuramente stato per quelle feci, pomo della discordia tra umani e cani. Eh sì, perché quei cani i cui umani sono maleducati, lasciano dei “segnali” olfattivi potentissimi. Vuoi mettere la puzza di una bella cacca rispetto al lieve tanfo d’urina nella scala olfattiva canina? Quindi i cani che vivono con quelli come me, che puliscono dove loro sporcano, saranno sicuramente per il naso degli altri cani dei veri sfigati! Il brik si alza, guarda la sua palla e scodinzola: è un invito. Dopo la mia invidia per Stacco di Coscia e la sua per un bel segnale olfattivo che lo rappresenti adeguatamente, possiamo continuare a giocare!

Giuli